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02Aprile2012 Si chiude il progetto “Peris”. Alcuni dati per documentare gli ottimi risultati raggiunti

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Con lo scambio in corso di due ragazzi della favela di Santa Marta ospiti a Roma di ARCS e dell’Associazione Diversamente, si chiude il progetto triennale Peris – Percorsi di inserimento sociale e lavorativo di giovani e donne delle aree disagiate di Rio de Janeiro, finanziato dal Ministero Italiano degli Affari Esteri, realizzato con il partner locale IBASE e supportato da diverse realtà del nostro tessuto associativo.

Il progetto, che è intervenuto in tre aree favelate della città di rio, una centrale e ben conosciuta al mondo Arci, la Favela di Santa Marta, altre più esterne e caratterizzate come agglomerati di favelas, Cidade de Deus e Grande Tijuca, si è sviluppato in un periodo di importanti cambiamenti per il paese Latino Americano e principalmente per la città di Rio de Janeiro e non sono state poche le difficoltà che ha dovuto incontrare la cooperante Laura Burocco, che, grazie alla conoscenza del territorio e alle relazioni instaurate, ha dato un contributo significativo al raggiungimento di importanti risultati. Tra le tante attività, tra cui molta formazione professionale, iniziative di sensibilizzazione e percorsi di inserimento lavorativo delle fasce svantaggiate, quella che sicuramente ha avuto un impatto maggiore e che sta dando frutti anche dopo la fine del progetto è la costituzione di POT – Punti di Orientamento al Lavoro, all’interno delle 3 aree. I POT sono diventati dei punti di riferimento sia dal lato della domanda (giovani e donne in cerca di impiego) sia dal lato dell’offerta (sono sempre di più le aziende che si rivolgono ai POT per selezionare personale, tanto che una delle principali banca del paese, Banco do Brasil, sta valutando attentamente questa modalità per verificare la sua capacità di essere replicata anche in altre aree che soffrono delle stesse limitazioni). Pur non avendo un dato statistico puntuale, si sta attualmente valutando questo aspetto:  i primi dati statistici dei POT mostrano come siano state più di 1000 all’anno le domande ricevute e avviate verso soluzioni lavorative o formative, ben oltre il numero previsto. Dal lato della formazione sono stati 197 i diplomati in percorsi professionali come cucina, cucito, carpenteria e altri, molti dei quali sono entrati a far parte di cooperative o hanno avviato una produzione propria. Altre 200 circa hanno preso parte ai percorsi formativi in Economia Solidaria mentre il progetto ha impiegato più di 30 professionisti o operatori locali impegnati nelle varie attività.

Va comunque sottolineato come, al di là del contesto macroeconomico che vede il Brasile ormai saldamente tra i paesi ad economia forte, siano ancora molte le disuguaglianze e le ingiustizie che caratterizzano questo grande paese a partire dalla stessa Rio de Janeiro dove la famosa “pacificazione” dal narcotraffico ha certamente diminuito la criminalità nel centro della città ma con notevoli ripercussioni sul tessuto sociale della popolazione i cui effetti sono ancora tutti da valutare.

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