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28Maggio2012 Dall’Adriatico al Mar Nero: appunti di viaggio tra le meraviglie dei Balcani.

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Scritto da Gaetano Nardone, volontario partito a febrraio nell’ambito del progetto di servizio volontario europeo organizzato da ARCS.

Spesso mi capita di sfogliare il mio diario che guardo sempre con orgoglio, percorrendo con la mente tutti i luoghi che da sei anni a questa parte ho visto; quel diario, piccolo e di colore bordeaux e’ il mio passaporto, il mio instancabile e imprescindibile compagno di viaggio che come me ha ancora spazio per oltrepassare nuovi orizzonti e nuovi confini. Dal titolo suddetto e’ facile pensare ad uno spot pubblicitario turistico anche se in realta’ poco ci manca! Pensare al mio primo viaggio tra le coste bulgare e romene del Mar Nero, avvenuto sei anni or sono, mi viene facile immaginare e immaginarmi come un’onda che da lontano arriva per toccare le sponde fino a infrangersi sulla riva, per poi pian piano ritirarsi e far spazio ad altre. Beh, in effetti, sono partito da lontano, attraversando in volo tutta la penisola balcanica, per poi ritrovarmi ad oggi ad un passo dall’Adriatico, in quel contesto politico e culturale chiamato Kosovo, tanto discusso ma che offre spunti di riflessione come pochi.

Kosovo, Macedonia, Bosnia, Serbia, Montenegro e Croazia, repubbliche fino a poco tempo fa unite sotto il simbolo di un’unica bandiera con la stella rossa al centro, hanno un patrimonio culturale e paesaggistico che pochi conoscono ma che molti ignorano e, invece, ne dovrebbero apprezzare le bellezze e l’incantevole e magica atmosfera di cui sono avvolti. Di posti ne ho visti tanti e tanti ancora sono quelli che non sono ancora riuscito a vedere: a mio avviso Sarajevo e’ la capitale piu’ bella dei Balcani anche e non solo per il suo fascino di citta’ multiculturale ma per il contesto in cui e’ immersa. Una citta’ che ha quattro luoghi di culto in pieno centro e a distanza di pochi metri non puo’ lasciarti indifferente; Sarajevo e’ poi incastonata in questa verde valle a forma di anfiteatro e dall’alto la visuale che ci si trova e’ un senso infinito di immensita’ e di dominio. Essendo una penisola percorsa da varie catene, i Balcani risultano essere dei luoghi ricchi di acqua e di ampi spazi dove la natura offre e si esprime in tutta la sua bellezza nonostante i vari martiri subiti nei secoli tra guerre, devastazioni e non curanza ambientale. Ci sono dei luoghi incantevoli che davvero si dovrebbero vedere almeno una volta nella vita; i laghi di Plitvice e il parco nazionale gia’ patrimonio dell’umanita’ dal 1979 in Croazia, Mostar in Bosnia, la citta’ di Belgrado con la sua fortezza – il Kalemegdan – che si affaccia sul Danubio e dove confluisce il fiume Sava, la citta’ di Prizren in stile turcheggiante e il monastero serbo di Decani in Kosovo e le bellezze naturali presenti in Macedonia dal canyon Matka al parco nazionale di Mavrovo a Ocrida con il suo lago meta estiva non solo dei macedoni della capitale ma anche di molti turisti europei e non. Descrivere in poche righe cio’ che i miei occhi hanno visto e’ impossibile ma cio’ che forse e’ importante sapere e conoscere e’ che ci sono luoghi che spesso definiamo meno importanti o forse non li definiamo nemmeno perche’ ne sconosciamo l’esistenza, ma che meritano almeno una volta di essere visti, apprezzati e perche’ no anche contemplati. Al solo pronunciare la parola balcani o i paesi che ne fanno parte la gente, nell’ignoranza, ha sempre storto il naso pensando solo che lo scenario a cui faccio riferimento e’ sinonimo di poverta’, distruzione e guerre anche se la realta’ quotidiana mostra un ambiente visivamente provato da questi elementi.

Democratizzazione, prosperita’ economica e  pace sembrano essere le principali sfide che ad oggi l’Europa pone come prioritarie ma sarebbe forse interessante vincere la sfida delle sfide: la promozione turistica e culturale di luoghi immensamente belli. Il turismo e la cultura, gli unici ingredienti capaci di integrare e non escludere i tre elementi suddetti.

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