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28Maggio2012 Libano sull’orlo di una guerra civile

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Continuano gli scontri in Libano alimentati dalla crisi profonda che scuote la vicina Siria. Il livello di tensione è molto alto e gli esperti danno ormai per scontato lo scoppio di una vera e propria guerra civile.

Il 23 maggio scorso c’è stato l’ultimo scontro a fuoco a Beirut in ordine di tempo tra forze di sicurezza libanesi e un siriano armato. Dopo essersi rifugiato nel suo appartamento nel quartiere di Caracas, è stato trovato e ucciso. Insieme a lui è stato ritrovato un altro cadavere di cui non si conosce la causa ufficiale della morte.

Solo di pochi giorni prima era la notizia della morte di 14 persone e del ferimento di decine di altre negli scontri a Tripoli e Beirut tra sostenitori del regime siriano di Bashar e gruppi di opposizione sunniti. Così come non molto prima era stato ucciso dall’esercito libanese ad un checkpoint il leader sunnita Ahmad Abdel Wahed. La settimana scorsa, infine, tredici pellegrini libanesi sciiti sono stati rapiti nella regione siriana di Aleppo: l’Esercito Libero Siriano sembrerebbe responsabile di questa azione, ma i diretti interessati negano.

Intanto i gruppi politici e militari proliferano: da una parte il partito sciita Hezbollah e parte della comunità cristiana che sostengono Bashar e ritengono la rivolta siriana un complotto sunnita volto a consegnare Damasco ai Fratelli Musulmani e ai poteri occidentali; dall’altra i sunniti e l’altra parte della comunità cristiana che vedono, invece, nella rivolta la prosecuzione della Primavera Araba.

Una matassa difficile da districare, che come al solito lascia sul campo vittime civili e inermi.

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