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22Giugno2012 [progetti] Una delegazione laziale composta da tecnici e agricoltori sarà a Beit Doqu

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Il percorso di confronto e sviluppo tra territori avviato nell’ambito del progetto “Sostegno per un Bio-Distretto a Gerusalemme” prosegue. Le attività che si susseguiranno nel corso delle prossime settimane a Beit Doqu (località compresa nel distretto di Gerusalemme e situata tra Gerusalemme e Ramallah) rientrano nell’ambito del progetto di cooperazione decentrata coordinato da AUCS e finanziato dalla Regione Lazio. Le attività sono svolte in partenariato con AIAB Lazio che ha favorito lo scambio di esperienze tra agricoltori e implementato la logica di intervento del Bio-Distretto anche attraverso lo strumento della cooperazione internazionale. Nel corso delle scorse settimane si è infatti svolta un’attività di accoglienza nel Lazio di una delegazione di agricoltori palestinesi con l’obiettivo di conoscere l’esperienza del Bio-Distretto della Via Amerina e delle Forre. Nello specifico l’obiettivo della missione attuale è quello di svolgere delle attività di formazione e studio in relazione alla realizzazione di un centro di compostaggio gestito dagli agricoltori locali, e all’implementazione di un centro di trasformazione dei prodotti coordinato da una cooperativa di donne all’interno del Beit Doqu Development Society, la controparte locale del progetto.
L’obiettivo del progetto è contribuire a migliorare le condizioni socio-economiche delle famiglie rurali del distretto di Gerusalemme, aumentando le opportunità lavorative stabili e durature nel settore agricolo e della trasformazione artigianale dei prodotti agroalimentari, promuovendo un modello di pace e sviluppo che valorizzi il capitale umano e le risorse locali in modo sostenibile. La soluzione proposta consta nel sostegno a quelle attività che concretamente garantiscono occupazione rifornendo al contempo i mercati locali di prodotti alimentari, ottenuti con metodi di produzione rispettosi dell’ambiente e delle persone che lavorano e vivono di agricoltura. L’agricoltura biologica è molto più di un metodo di produzione quindi, parliamo di modello di sviluppo e conversione dei territori secondo la logica di un Bio-Distretto. Si tratta di un’area geografica naturalmente vocata al biologico dove agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni e pubbliche amministrazioni stringono un accordo per la gestione sostenibile delle risorse, partendo proprio dal modello biologico di produzione e consumo. Nel bio-distretto la promozione dei prodotti biologici si coniuga indissolubilmente con la promozione del territorio e delle sue peculiarità al fine di raggiungere un pieno sviluppo delle proprie potenzialità economiche, sociali e culturali. La realizzazione del progetto è stata possibile grazie alla collaborazione con altri partner: l’ARCS, l’Arci Viterbo, l’Università della Tuscia-DAFNE, e con il contributo della Regione Lazio.

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