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25Giugno2012 [ambiente] Rio+20: “il futuro che non vogliamo”

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Il WWF International ha stimato i costi della conferenza in circa 150 milioni di dollari. Non pochi, visti i tempi che corrono. Tanto più se, dando retta agli ambientalisti, il risultato finale di Rio +20 è da considerarsi fallimentare su tutta la linea. Mancanza di leadership, confusione sugli impegni concreti, indecisione sui piani economici.

“Rio +20” osserva Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente “è stato un vertice caratterizzato da una mancanza assoluta di leadership politica che ha prodotto un documento debolissimo, che non contiene nessun tipo di impegno concreto, in particolare per quanto riguarda l’impegno finanziario ai paesi poveri, per sostenere una economia verde equa e solidale. L’unica nota positiva è la forte vitalità della società civile e la dinamicità di un pezzo non trascurabile delle imprese, che creano le condizioni per l’avvio di una forte mobilitazione verso un’economia verde equa e solidale, con cui combattere anche la povertà. Per il resto, il fallimento è triste anche se era prevedibile”.

Persino il ministro Clini, che in prima battuta era parso ottimista, ha poi aggiustato il tiro: “”Come qualsiasi altra soluzione di compromesso, ogni paese o gruppo di paesi può giudicare un parziale successo o un fallimento parziale. Le riforme strutturali e la revisione politica globale – ha detto il ministro – può sembrare una strada onerosa nel breve periodo, ma nel lungo periodo possono fornire opportunità senza precedenti per affrontare la povertà  e di transizione verso una crescita economica sostenibile, preservando le risorse naturali e promuovendo l’equità sociale. Queste sono opportunità da non perdere”. E, ha proseguito, ”data l’entità e le caratteristiche di questa sfida, crediamo fortemente che il ruolo del settore privato sarà di importanza cruciale”.

Emblematica del resto la lettera presentata dalle principali organizzazioni ambientaliste internazionali dal titolo “Il futuro che non vogliamo” (già dal titolo una critica al documento finale della conferenza): si tratta di una contro-dichiarazione in cui le associazioni ripudiano il documento finale dei leader politici,.

Il WWF parla di “occasione sprecata” ma sottolinea anche che “lo sviluppo sostenibile ha già messo radici e crescerà”. “Rio+20 – ha affermato oggi il direttore generale del WWF Jim Leape – era una Conferenza sulla vita; sulle future generazioni; sulle foreste, gli oceani, i fiumi e i laghi da cui tutti noi dipendiamo per avere cibo, acqua ed energia. Era una Conferenza per affrontare la pressante sfida di costruire un futuro che ci possa sostenere”. “Sfortunatamente – ha aggiunto Leape – i leader del pianeta riuniti qui hanno perso di vista questa urgente motivazione. Ma l’urgenza di agire non è cambiata. E la buona notizia è che lo sviluppo sostenibile è una pianta che ha messo radici; crescerà nonostante la debole leadership politica qui a Rio”.

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