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27Giugno2012 [appello] Libertà per Osman Isci, attivista per i diritti umani, dell’esecutivo di EMHRN e di FIDH

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L’Euro-Mediterranean Human Rights Net­work (EMHRN) e l’Osservatorio per la protezione dei difensori dei diritti umani, programma congiunto della Federazione Interna­zionale per i Diritti Umani (FIDH) e dell’Organizzazione mondiale contro la tortura (OMCT), esprimono la loro profonda preoccupazione per la detenzione arbitraria di M. Osman Isci, membro del Comitato Esecutivo di EMHRN e della Human Rights Association (IHD), esperto di Relazioni Internazionali. Secondo le informazioni ricevute, M. Isci è stato arrestato nella sua casa nella provincia di Ankara la mattina del 25 giugno 2012. Questo arresto fa parte di un’operazione che si rivolge per lo più a curdi e attivisti sindacali, con l’accusa di appartenenza al Kurdistan KomaCiwaken – Kurdistan Comunità League / Assemblea della Turchia (KCK / TM) – organizzazione considerata il ‘ramo urbano’ del PKK. Sono inoltre stati spiccati altri 72 mandati di arresto per altrettanti sindacalisti. M. Osman Isci è un noto attivista per i diritti umani e si è impegnato soprattutto per la libertà di associazione, di espressione e per i diritti delle minoranze. È anche un attivista sindacale e un ricercatore presso Hacet­tepe University.
Le nostre organizzazioni denunciano i continui arresti arbitrari di difensori dei diritti umani in Turchia, in particolare di esponenti di IHD e dei sindacati. Tutto questo appare volto a sanzionare le loro attività in difesa dei diritti umani. Ricordiamo che 13 membri di IHD hanno a lungo sofferto persecuzioni giudiziarie e sono attualmente in detenzione pre-processuale. Chiediamo che venga garantita l’integrità fisica e psicologica di M. Osman Isci e degli altri membri di IHD detenuti; che vengano tutti immediatamente rilasciati da una detenzione decisa arbitrariamente per colpirne l’attività di difensori dei diritti umani; che si ponga fine a tutte le vessazioni, anche a livello giudiziario, contro Isci, gli altri membri di IHD e dei sindacati; che si rispettino le disposizioni della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti, in particolare l’articolo 1, che afferma che «ognuno ha il diritto…di lottare per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali…» e l’articolo 12.2, che assegna allo Stato il compito di tutelare chi esercita i diritti previsti dalla Dichiarazione. Più in generale, si chiede che venga assicurato in ogni circostanza il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali in conformità ai trattati internazionali e regionali ratificati dalla Turchia

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