fbpx

06Luglio2012 L’ONU chiede tasse internazionali per finanziare lo sviluppo con 400 miliardi

Condividi

Le Nazioni Unite presentano oggi il rapporto annuale sullo sviluppo mondiale, La situazione  economica e sociale nel mondo 2012: In Cerca di Nuove Fonti di Finanziamento per lo  Sviluppo (WESS 2012).   In questo periodo difficile per l’economia, numerosi Paesi hanno ridotto gli aiuti allo sviluppo:  nel 2011, per la prima volta da molti anni, il valore reale dei flussi d’aiuti si è ridotto in termini reali.  Le iniziative innovative dell’ultimo decennio riguardano prevalentemente i programmi sanitari  mondiali, ma si è trattato per lo più di una molteplicità di fondi destinati alla lotta contro  malattie specifiche. È invece auspicabile, secondo l’ONU, raggruppare le molteplici iniziative  in un unico “fondo mondiale per la sanità”, in modo da fornire un appoggio finanziario più  generale ai sistemi sanitari dei Paesi in via di sviluppo.  Inoltre, i fondi impiegati per tali programmi provengono in prevalenza da bilanci già esistenti,  piuttosto che generare risorse addizionali. La necessità di ottenere un finanziamento  integrativo e più prevedibile induce a cercare nuove fonti di aiuto economico.  Anche in questo caso è importante un coordinamento  delle iniziative per il reperimento di  nuove risorse. Secondo Rob Vos, uno dei principali  autori dell’inchiesta, “materializzare il  potenziale di questi meccanismi esigerà un accordo  internazionale e una volontà politica  corrispondente, sia per captare le risorse che per garantire la destinazione degli introiti ai fini  dello sviluppo”.   Gli esperti prospettano così nel rapporto la possibilità di ricavare più di 400 miliardi di dollari  all’anno tramite quattro meccanismi principali, definiti “tecnicamente realizzabili” e “ragionevoli  economicamente”. Si tratta in particolare di misure di armonizzazione della tassazione sulle  emissioni di carbone, sul traffico aereo e sulle transazioni finanziarie e in contanti.  Secondo Sha Zukang, a capo del Dipartimento Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite,  la ricerca suggerisce validi strumenti per supportare finanziariamente le misure prospettate  dall’accordo raggiunto nella recente conferenza ONU Rio +20.  Le prospettive di finanziamento innovativo dello sviluppo sono particolarmente interessanti  nell’ambito della lotta contro i cambiamenti climatici. Tuttavia, negli ultimi anni, il crescente  finanziamento d’attività in quest’ambito ha determinato una moltiplicazione di fondi distinti,  poco coordinati fra loro. Il Rapporto annuale presentato oggi sottolinea l’importanza di evitare  una frammentazione ulteriore dei flussi e di mirare alla concentrazione dei meccanismi di  erogazione. In tal senso, l’accordo internazionale per la creazione del Fondo di Copenhagen  per il clima potrebbe rappresentare un valido punto di partenza.

paesi d'intervento

11

Paesi di intervento

progetti

250

Progetti

operatori locali

500

Operatori locali

Iscriviti alla newsletter

Come usiamo i fondi

8%Alla struttura

92%Ai Progetti