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30Luglio2012 Proposte Arci per il gruppo 3 del Forum

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Contributo Arci al lavoro del gruppo di lavoro Cosa fare? eccellenze italiane, innovazioni e priorità preparato da Flavio Mongelli

Come Arci abbiamo seguito con molta attenzione e interesse il lavoro del gruppo e i contributi arrivati. Non mancherà per il proseguo il nostro contributo diretto o indiretto attraverso Aoi.

Giudichiamo il quadro che emerge dai contributi, sia specialistici che più generali, soddisfacente e ricco.

Ecco alcune integrazioni che ci permattiamo di suggerire:

  • l’azione di cooperazione internazionale, proprio perchè espressione della politica estera, deve orientarsi fortemente, avere come priorità settoriale anche il sostegno e lo sviluppo della democrazia e la promozione dei diritti, sia dove sono in atto processi democratici (verso i quali mettere a disposizione le tante competenze e pratiche democratiche del nostro paese, istituzionali e non), sia dove nella debolezza o nel vuoto di democrazia occorre alimentare percorsi e pratiche democratiche utili a connettere un tessuto civile e di coesione sociale, a costruire dal basso elementi e domanda di democrazia. La primavera araba ci testimonia come si abbia trascurato questo aspetto nell’azione in quei paesi e come sia necessario ora nei processi in corso co-operare per sostenerli;
  • l’empowerment delle donne, il sostegno all’autosviluppo e la cooperazione territoriale, la promozione della società civile, lo sviluppo di capacità culturali sono tutti ambiti che che innervano e innescano “democrazia”;
  • il coinvolgimento e la partecipazione nelle attività dei cooperazione, a partire dalla stessa coprogettazione, di tutte quelle risorse del sitema Italia disponibili (dalle ong alle imprese e cooperative economiche, dalle università agli enti locali, dai soggetti della promozione sociale ai sindacati) che occorre mobilitare per le loro specificità e competenze (chi più dei soggetti di terzo settore può essere utilizzato per l’autorganizzazione dei cittadini e per il dialogo sociale per esempio); il coinvolgimento partecipato e attivo dei soggetti della società civile dei paesi in cui si interviene, né destinatari, né partner, ma attori di sviluppo locale e umano, con cui dialogare alla pari, con cui co-operare, di cui mettersi a disposizione per obiettivi condivisi, il cui ruolo e la cui funzione va sostenuta;
  • la cooperazione territoriale (da integrare maggiormente in un sistema di cooperazione fatto da istituzioni nazionali, decentrata e società civile) non solo per la sua capacità di mobilitare tanti attori diversi, risorse, non solo economiche, della comunità, del patrimonio territoriale, ma per la sua ricaduta in termini di favorire il superamento di atteggiamenti localistici, consapevolezza dell’interdipendenza e della condivisione, promozione del dialogo e dello scambio.
  • Crediamo inoltre che non si possa tacere, riportandolo al tavolo comune dei gruppi di lavoro, che un rinnovato progetto di cooperazione, cui questo forum contribuirà, richiede a premessa un superamento della inadeguata legge 49 e la destinazione di molte maggiori risorse finanziarie alla cooperazione internazionale.
La cooperazione internazionale non è un lusso che non ci si può permettere in tempo di crisi, ma una corresponsabilità per investire in un futuro comune. La collocazione geopolitica dell’Italia, ponte dell’Europa nel Mediterraneo, richiede che attivi, metta in evidenza e dispieghi in questa area maggiori risorse, tutto il suo potenziale co-operativo e di pace, non certo quello militare.
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