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03Settembre2012 Imporre la tregua, aiutare la popolazione civile e i profughi

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Stralci del comunicato stampa dell’Arci sulla guerra in Siria.

La situazione del popolo siriano si fa di giorno in giorno più drammatica. La comunità internazionale è chiamata a intervenire con urgenza e contemporaneamente su due fronti: emergenza umanitaria, far tacere le armi. (…) L’intervento umanitario è necessario, ma non sufficiente. Occorre agire sulla causa che produce questa emergenza umanitaria, la guerra civile. Occorre fermarla al più presto. L’ha alimentata soprattutto la feroce repressione del regime di Assad. L’opzione della risposta armata ha innescato ancora di più la spirale di violenza (…). Dalla guerra civile non c’è ritorno. Essa ha comportato anche la riduzione al silenzio e all’impotenza dell’opposizione pacifica e non violenta (…), la riduzione dell’informazione a propaganda di guerra. Il popolo siriano, nello scenario geopolitico regionale, risulta ostaggio della sua collocazione strategica: vicinanza a Iran,Israele e Libano, quindi alle risorse energetiche dell’area, al centro del ‘gioco’ delle potenze regionali e internazionali che cercano di influenzare il dopo Assad a loro favore. Occorre che la comunità internazionale, fuori da ogni tentazione di intervento armato, assuma una doppia responsabilità: assistere con più risorse e determinazione le vittime e contemporaneamente imporre la tregua, fermare Assad e ogni altra violenza. (…). Solo la tregua può permettere di creare le condizioni per dare spazio a una soluzione politica, che nel rispetto dell’integrità e dell’indipendenza della Siria, permetta al popolo siriano, a tutte le sue componenti, di aprire un processo democratico e di decidere in pace del proprio futuro. Arci si riconosce nelle proposte avanzate dalla Piattaforma Ong italiane in Medio Oriente e Mediterraneo (…). Serve un chiarimento immediato rispetto alle posizioni espresse dal Governo Italiano in queste ultime settimane. Siamo convinti che il nostro Paese, strategico per posizione e storia nel dialogo euro-mediterraneo, attraverso l’impegno delle sue istituzioni e della sua società civile possa giocare davvero un ruolo importante dentro la comunità internazionale nell’affrontare l’emergenza umanitaria in Siria, nel dare concreto aiuto e protezione ai profughi e agli sfollati, nel promuovere il silenzio delle armi e aprire così la strada a un percorso di pace e democrazia in tutta la Regione.

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