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16Settembre2012 Il progetto Networking Memories arriva in Italia

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Il progetto Networking Memories, nato per rafforzare in Serbia, Bosnia Erzegovina e Kosovo il ruolo della società civile attraverso il consolidamento della democrazia partecipativa, la creazione di ‘ponti’ tra le organizzazioni della società civile di questi Paesi e tra queste e le organizzazioni della società civile dell’Unione europea, è giunto ormai alla sua fase conclusiva.

Il prossimo 5 ottobre, infatti, dopo tre sessioni in  Kosovo, Bosnia e Herzegovina e Serbia, lo spettacolo teatrale “Memorie in Prestito” – Borrowed Memories, costruito attraverso la raccolta dei ricordi dei giovani nati tra il 1983 – 1990, arriverà in Italia. La prima nazionale  si terrà a Roma presso l’Upter Teatro Studio in via Portuense, 102. Il 7 ottobre sarà replicato a Trento presso il Teatro Portland in Via Papiria 8.

Aleksandra Urosevic, regista dello spettacolo, lo racconta così: “Ogni relazione che ha una storia evoca vicinanza. Anche il conflitto implica vicinanza. In questo spettacolo ci interroghiamo su cosa accade a questa vicinanza dopo la rottura: scompare, non scompare? Siamo abituati a considerare il passato una causa e il presente una conseguenza. Osserviamo il passato dal presente, e ancora una volta crediamo di aver chiuso con il passato ma è il passato a non aver chiuso con noi. (citazione dal film Magnolia, diretto da Paul Thomas Anderson). E quando discutiamo su cosa appartenga a chi, realizziamo che almeno i ricordi e il diritto alla nostalgia continuano ad appartenerci”.

Queste, invece, le parole di Sanja Tasic Krsmanovic , Coreoregista: “Sebbene la richiesta ai giovani durante la ricerca fosse quella di parlare del periodo della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia attraverso storie e ricordi dei loro genitori, non abbiamo potuto evitare gli anni Novanta, il periodo nel quale sono cresciuti, si sono formati, anni che li hanno svegliati bruscamente, che hanno rubato loro sogni e speranze. Viviamo nel tempo dell’oblio perché non siamo in grado di cogliere gli elementi di continuità con tutto quello che vi era di positivo e di valore nel nostro passato comune. Come riconoscere nuovamente all’interno di se stessi quell’energia, quegli ideali, quell’entusiasmo – come ricostruire valori che sono essenziali e reali, in contrasto con il mondo materialistico e consumistico che sta comunque cadendo a pezzi? Forse riportando in vita il passato, analizzandolo e parlandone, cercando la verità e ammettendo quanto è davvero successo.

Le parti messe in scena da dieci giovani attori di Sarajevo e da due di Belgrado intendono proprio essere una  ricerca di quello spirito perduto di ripresa e forza e la riscoperta di quell’incredibile potenziale e di quella speranza che ancora esistono, anche se sepolti sotto le ceneri della guerra degli anni Novanta”.

Il giorno dopo la realizzazione dello spettacolo, il 6 ottobre, sarà inaugurata a Roma presso la Sala Ilaria Alpi nella sede Nazionale Arci la mostra “Museo della  Memoria – Memory Museum”, oggetti e storie dalla Jugoslavia – le memorie “in prestito” delle nuove generazioni. Il 23 Ottobre, invece, si sposterà a Trento presso le Gallerie di Piedicastello

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