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20Settembre2012 Le priorità geopolitiche della nuova cooperazione internazionale dell’Italia

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La sintesi del gruppo di preparazione al Forum della cooperazione internazionale di Milano che ha affrontato il tema del ‘Dove stare?’ ha evidenziato l’esigenza di ripensare modalità e pratiche della scelta delle priorità geopolitiche di intervento dell’Italia. Le Linee Guida della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo per il 2013 dovranno tener conto di queste indicazioni, mettendo al centro degli incontri del Tavolo interistituzionale la coprogettazione tra tutti gli attori: per una nuova cooperazione internazionale, dove la condivisione tra istituzioni nazionali e locali e mondo sociale ed economico sarà la sfida per la costruzione di partenariati globali e garanzia effettiva di processi di democratic ownership.

“ I criteri principali di identificazione delle aree prioritarie di intervento sono i seguenti:

1) livello di povertà, come da indicatori macro e socioeconomici attestanti le condizioni di vita delle popolazioni di un’area geografica e/o Paese, in ottemperanza all’obiettivo 1 degli MDG (riduzione della povertà) : su questo primo punto si sottolinea la difficile situazione di vere ‘sacche di povertà’ all’interno di altri Paesi emergenti o a reddito intermedio. La proposta del gruppo è quella di ripristinare -in periodi di maggiore affluenza di risorse finanziarie – il criterio della seconda priorità, che permetterebbe di prendere in considerazione tali situazioni. Tale criterio ‘salvaguarderebbe’ anche Paesi segnalati per la mancanza del rispetto dei diritti e della dignità di lavoratrici e lavoratori;

2) gravi emergenze umanitarie e catastrofi naturali (es. Haiti, Centro America ecc.);

3) vicinanza dell’Italia, sia in termini geografici, che come legami storici, di immigrazione, di lunga attività a livello governativo e non, di rapporti culturali ed economici, nella valorizzazione dell’impegno storico e delle azioni della società italiana al sostegno alla pace, al dialogo e ai processi di democratizzazione, inclusa la presenza di reti di partenariato (nazionale, europeo, internazionale );

4) situazioni di conflitto e/o di fragilità nel percorso di democratizzazione e a sostegno delle potenzialità di alta crescita economica (es. Mediterraneo, Siria e resto del Medio Oriente, Afghanistan, Birmania, Paesi del Sahel, Corno d’Africa ecc.), nelle quali il ristabilimento di condizioni democratiche e il miglioramento delle condizioni di vita siano garanzie di stabilità, di sicurezza e di crescita per l’intera area geografica e  dunque anche per il nostro Paese. La cooperazione dei territori nei Paesi con democrazie fragili può contribuire a rafforzare i sistemi democratici e la coesione sociale;

5) Paesi e Regioni in cui avviare programmi ad ampio raggio per la difesa della pace, dei diritti umani e delle libertà, valorizzando la risoluzione del conflitti e l’esperienza dei Corpi Civili di Pace. Si raccomanda la destinazione di maggiori fondi utilizzati per l’acquisto degli armamenti e delle missioni militari alla cooperazione civile

paesi d'intervento

11

Paesi di intervento

progetti

250

Progetti

operatori locali

500

Operatori locali

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