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10Ottobre2012 No more! Pronta una Convenzione Antiviolenza

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Il 25 novembre 2012, Giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne, non deve essere in  Italia una ricorrenza rituale. Alle parole devono corrispondere con forza politiche adeguate per  fermare la violenza di genere  che è una violazione dei diritti umani.

Negli ultimi anni, in diversi consessi internazionali, lo Stato italiano è stato fortemente redarguito dalle  Nazioni Unite per il suo scarso e inefficace impegno nel contrastare la violenza maschile nei confronti  delle donne.  Nell’agosto del  2011, il Comitato CEDAW (Comitato per l’implementazione della Convenzione per  l’eliminazione di ogni discriminazione sulle donne), e nel Giugno 2012, la Relatrice Speciale delle  Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, hanno rivolto allo Stato italiano una serie di  raccomandazioni. Entrambi hanno espresso una forte preoccupazione:  per l’elevata prevalenza della violenza nei confronti di donne e bambine, italiane, migranti, Rom e  Sinte; per l’allarmante numero di donne uccise dai propri partner o ex-partner (femminicidi); per il  persistere di tendenze socio-culturali che minimizzano o giustificano la violenza domestica; per  l’assenza di rilevamento dei dati sul fenomeno, per la mancanza di coinvolgimento attivo e sistematico  delle realtà della società civile competenti sul fenomeno per contrastare la violenza; per le attitudini a  rappresentare donne e uomini in maniera  stereotipata e sessista nei media  e nell’industria  pubblicitaria.  Ad oggi l’Italia è ancora del tutto inottemperante rispetto agli standard e agli impegni  internazionali.  

Per questo, come associazioni di donne e realtà nazionali della società civile che condividono da  tempo un forte impegno per contrastare, prevenire e sensibilizzare sul tema della violenza sulle  donne e sui diritti umani, abbiamo elaborato una Convenzione condividendo una proposta politica  unica, aperta all’adesione di altre realtà nazionali, locali e a singole persone, perché consapevoli  della diversità delle nostre storie e dei nostri percorsi. Abbiamo scelto di essere insieme per  richiamare le Istituzioni alla loro responsabilità e agli atti dovuti, per ricordare che tra le priorità  dell’agenda politica la protezione della vita e della libertà delle donne non possono essere  dimenticate e disattese.

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