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13Ottobre2012 Forum di Milano: le contraddizioni aperte pesano sul futuro

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A Milano, l’1 e 2 ottobre si è svolto il Forum nazionale  sulla cooperazione internazionale promosso dal Ministro Andrea Riccardi, che ha coinvolto gli attori dell’Italia solidale  impegnata sul tema, pubblici e privati. E’ stato un percorso che ha visto il lavoro di gruppi tematici confrontarsi sugli aspetti più critici e contraddittori delle scelte politiche e delle pratiche della cooperazione. Si è parlato di  stato di profonda ‘introversione’ della cooperazione internazionale dell’Italia , che condiziona negativamente la sua immagine e il suo peso nello scenario europeo e mondiale. Sicuramente il Forum ha ‘sdoganato’ temi nodali che per troppo tempo non si sono voluti affrontare. Ma c’è reale volontà di scioglierli e di superare le contraddizioni? Non ne siamo sicuri. A partire dal posto d’onore dato al Presidente dell’ENI Scaroni alla ‘cerimonia d’apertura’ del Forum, dove è intervenuto con pari dignità e peso del  Presidente del Consiglio, il Ministro degli Esteri, il Commissario Europeo, altri. Il suo  messaggio è stato totalmente improntato sulla priorità della cooperazione delle grandi multinazionali, attori indiscussi della garanzia di crescita per le società e i Paesi ‘sottosviluppati’: questo il termine utilizzato, questa la visione dell’aiuto. Siamo lontani anni luce dal dibattito internazionale, quello del  mondo della società civile, ma anche degli stessi gruppi finanziari, fuori da ogni prospettiva globale di uscita dalla crisi. La minuta descrizione degli interventi di ENI e delle prospettive di crescita che aprono nel ‘Sud del mondo’ ha presentato alla platea un modello francamente ‘insostenibile’ di cooperazione, che non rafforza le comunità perchè non crea corresponsabilizzazione e coesione sociale, non implica partecipazione attiva della società civile e rischia di attivare meccanismi in cui il mondo produttivo detta le leggi dello sviluppo e frena anche i processi di democratizzazione. Una cooperazione che rafforza prima di tutto i Governi, anche quelli dittatoriali. Eppure altro e, stato detto e scritto, fino ad un minuto prima e negli interventi a seguire, nei documenti del Forum e anche nelle conclusioni che si possono leggere sul sito dedicato (www.forumcooperazione.it). Seduto accanto a Scaroni, sul palco, ecco il Presidente  del Burkina, Blaise Compaorè, l’uomo che ha ucciso Thomas Sankara e  ai processi di democrazia e partecipazione non è molto interessato. Con il Burkina il nostro Paese si appresta a definire un importante accordo di cooperazione economica. Gli attori sociali  hanno letto il Forum di Milano come l’avvio di un processo di cambiamento. Se pure hanno apprezzato molti degli elementi riportati nel documento finale, che ha raccolto loro importanti contributi, , sono rimasti colpiti da questi elementi contraddittori e vogliono andare avanti per sciogliere i nodi nel senso della trasparenza e della efficacia della cooperazione internazionale, per la lotta alle povertà e per l a giustizia globale.

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