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25Ottobre2012 Un’altra tappa della campagna zerozerocinque

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L’Italia è insieme a Francia, Germania, Spagna, Belgio, Portogallo, Austria, Grecia, Slovacchia, Estonia, Slovenia. Un risultato storico per la Campagna ZeroZeroCinque e per le omologhe campagne europee! Ma pur sempre soltanto un primo risultato a cui ora dovranno seguirne molti altri.

Dopo il nuovo posizionamento di favore alla tassa dichiarato più volte dal Governo Monti, c’è un problema in merito alla scala di applicazione. La preferenza per una TTF a 27, è stata espressa più volte, ma la realtà dei fatti costringe l’Italia a prendere una posizione su una TTF su scala ridotta. Dentro o fuori? Come dichiarato dallo stesso Governo, l’adesione alla TTF è stata condizionata ad altri interessi italiani sugli strumenti di stabilità finanziaria in Europa. Solo 5 giorni prima dell’Ecofin del 9 ottobre, in una interpellanza in Parlamento a prima firma dell’On. Sarubbi e cofirmata da altri 30 deputati del PD, presentata su sollecitazione della Campagna, il Sottosegretario Ciriani non poteva ancora sciogliere alcuna riserva sulla posizione italiana. La svolta è arrivata solo dopo la riunione dell’Eurogruppo dell’8 ottobre che ha formalmente sancito l’avvio dell’European Stability Mecanism (ESM).

Ora è necessario lavorare ancora sulle modalità di applicazione della tassa.

La  Commissione, su richiesta degli 11 Stati aderenti, dovrebbe elaborare una nuova proposta di direttiva che definisce le modalità di applicazione della tassa, per far si che  si applichi al più ampio numero di strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, derivati, valute) perché possa esercitare efficacemente il suo ruolo di freno alla speculazione e di generazione di significative risorse.

Inoltre, Coerentemente agli obiettivi della Campagna, bisognerà vigilare affinchè sia rispettata la destinazione che prevede l’allocazione del 50% delle risorse per politiche di welfare nazionale e l’altro 50% per politiche di cooperazione allo sviluppo e lotta al cambiamento climatico. Fermo restando che la competenza è in capo a ciascuno Stato Membro che dovrà definirne l’utilizzo.

La Commissione Europea ha già presentato il 23 ottobre la proposta di decisione che autorizza l’avvio della cooperazione rafforzata. Spetta ora al Consiglio stabilire tempi brevi per l’adozione a maggioranza qualificata di questa decisione e al Parlamento Europeo darne un parere così da permettere che si passi alla fase di definizione tecnica della nuova direttiva.

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