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25Gennaio2013 Egitto: due anni dopo la rivoluzione, la protezione dei diritti fondamentali dei cittadini continua a non esistere

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Comunicato dell’Euro-Mediterranean Human Rights Network

In occasione del secondo anniversario della Rivoluzione del 25 gennaio, le nostre organizzazioni esprimono la loro seria preoccupazione per la situazione dei diritti umani, della democrazia e della legalità in Egitto. Le nostre organizzazioni chiedono alle autorità egiziane di prendere urgentemente misure per garantire il pieno esercizio dei diritti umani a tutti i cittadini e a riaprire il dialogo con lo scopo di fare della transizione democratica una realtà.

Invece che celebrare l’anniversario della sua rivoluzione, l’Egitto sta affrontando grandi divisioni politiche, aggravate dalle mosse del partito al potere per controllare le istituzioni statali e restringere le libertà civili fondamentali. In questo contesto allarmante, le organizzazioni di società civile egiziane e internazionale hanno già fatto concrete proposte per affrontare con pratiche e politiche gli abusi dei diritti umani, le quali ancora non sono state prese in considerazione.

‫ Il 25 dicembre una nuova costituzione è stata adottata, seguita da un accelerato referendum in un contesto di grande divisione politica e sociale e dopo il ritiro di quasi tutti i componenti non islamisti dalla assemblea costituzionale, per protestare contro il fatto che le loro raccomandazioni erano state ignorate dalla assemblea costituente. Questa nuova costituzione non protegge diritti fondamentali e non rispetta gli obblighi internazionali sui diritti umani dell Egitto‬. Non vieta i processi militari contro i civili, non garantisce la separazione dei poteri, la indipendenza dei giudici, la giustizia sociale, e la trasparenza.

Le nostre organizzazioni denunciano la crescente violenza contro dimostranti pacifici perpetrata da gruppi non identificati e il fallimento delle forze di sicurezza nel garantire protezione. Le violazioni contro dimostranti pacifici generalmente sono rimaste impunite. Denunciamo il fatto che aderenti di alcuni partiti politici abbiano usato violenza durante gli ultimi sei mesi. E’ stato documentato che i Fratelli Musulmani e i loro alleati islamisti hanno ripetutamente mobilitato i loro sostenitori per attaccare e intimidire i critici del Presidente Morsi. La violenza commessa contro un gruppo di pacifici dimostranti al Palazzo Al Ittahadya nello scorso dicembre ha lasciato undici morti e oltre 750 persone ferite. I gruppi islamisti hanno anche colpito istituzioni, partiti politici liberali e i giudici. Inoltre, il Pubblico Ministero ha ancora una volta rinunciato a indagare sul coinvolgimento dei Fratelli Musulmani in questi recenti attacchi.

Le nostre organizzazioni sono sempre più preoccupate riguardo la situazione della libertà di espressione nel paese. Le molestie, gli interrogatori e la violenza fisica contro i giornalisti e i professionisti dei media sono cresciuti in modo significativo; costituendo una situazione nuova che l’Egitto non aveva sperimentati in tempi antecedenti. La Presidenza ha presentato denuncia contro almeno 20 operatori dei media di opposizione contro l’accusa di “insulto al Presidente”.

Le associazioni egiziane stanno ancora affrontando grandi difficoltà a lavorare liberamente alla luce delle crescenti limitazioni e controlli esercitati dall’amministrazione in particolare riguardo al loro finanziamento internazionale. Dal 2012 è in discussione una riforma della Legge sulle Associazioni, rischiando di evolvere una cornice legale molto lontano dagli standard internazionali sulla libertà di associazioni ratificate dall’Egitto.
In più, la formazione del Consiglio Nazionale dei Diritti Umani ha suscitato polemiche perché include individui che non sono conosciuti per il loro impegno per i diritti umani. Ciò mette in pericolo il ruolo del Consiglio di monitoraggio, valutazione e difesa dei diritti umani in Egitto.

Continua la violenza di genere inclusi assalti sessuali contro dimostranti donne da parte delle forze di sicurezza in un clima di impunità. Le donne egiziani stanno affrontando grandi passi indietro nella vita politica pubblica, fra i quali la proposta recentemente rigettata dal Consiglio della Shoura riguardo alla Legge sulle Elezioni Parlamentari -che dovrà essere approvata a breve- che prevedeva di “porre le candidate donne nella prima metà delle liste elettorali”, permettendo così una migliore rappresentanza delle donne nelle elezioni parlamentari.
Grandi preoccupazioni rimangono sull’indipendenza dei giudici, in particolare sulla interferenza dell’Esecutivo nella nomina del nuovo Procuratore Generale che è avvenuta in violazione della legge. Le nostre organizzazioni sono sgomente di fronte all’ultimo giro di vite sulla Suprema Corte Costituzionale. Nel Novembre 2012, la Corte è stata brutalmente assediata da sostenitori dei Fratelli Musulmeni e dai loro alleati per settimane, impedendo ai suoi giudici di accedere alla Corte che doveva deliberare sulla costituzionalità della Assemblea Costituente e della Alta Camera del Parlamento (Consiglio della Shoura). Come misura di ritorsione contro la Corte, la nuova Costituzione ha rimosso 6 dei suoi membri e si attende una nuova legge che indebolirà il suo ruolo.

Inoltre, i perpetratori delle violazioni dei diritti umani continuano a camminare liberi in un clima di impunità. La maggior parte dei processi a ufficiali di polizia accusati di aver ucciso manifestanti hanno portato ad assoluzioni, e non ci sono indagini indipendenti e imparziali per le violazioni dei diritti umani commesse nel periodo transizionale. Una commissione di indagine istituita dal Presidente Morsi ha recentemente prodotto il suo report su episodi violenti dal febbraio 2011 fino a giugno 2012. Il report deve ancora essere reso pubblico, e non è stato ancora usato dal Procuratore Pubblico nei procedimenti legali in corso.

Le nostre organizzazioni chiedono alle autorità egiziane di:
. Convocare immediamente un dialogo inclusivo che includa tutti i segmenti della società e tutte le tendenze politiche per pianificare una politica consensuale.

. Sviluppare un piano pubblico nazionale per la riforma dei diritti umani in Egitto, che includa misure per combattere l’impunità e gli abusi di genere, con l’attiva partecipazione della società civile indipendente, e in particolare delle organizzazioni dei diritti umani.

. Facilitare la creazione di un quadro legislativo e costituzionale democratico che rispetti i diritti umani, l’uguaglianza di genere, la lotta a tutte le forme di discriminazione in ogni ambito e riconosca le convenzioni internazionali che prevalgono sulle legislazioni nazionali, in particolare la Convenzione sulla Eliminazione di tutte le Forme di Discriminazione contro le Donne (CEDAW).

. Garantire immediatamente il diritto delle organizzazioni di società civile ad agire senza interferenze governative e di avere legale accesso ai fondi stranieri.

. Cominciare un vero processo guidiziario transizionale che tenga in conto le violazioni prima, durante e dopo la rivoluzione.

. Sostenere una approfondita inchiesta imparziale sui presunti assalti contro dimostranti pacifici.

. Assicurare la partecipazione politica delle donne nelle prossime elezioni parlamentari.

. Cancellare tutti i capi di accusa contro giornalisti e operatori della informazione e garantire pienamente il diritto alla libertà di espressione.

. Ratificare il Secondo Protocollo Opzionale alla Convenzione Internazionale sui Diritti Sociali e Politici sulla abolizione della pena di morte; il Protocollo Opzionale alla Convenzione contro la Tortura e altri trattamenti crudeli, inumani e degradanti; lo Statuto di Roma che ha istituito la Corte Penale Internazionale; e la Convenzione Internazionale per la protezione di tutte le persone dalla scomparsa forzata.

D’altra parte, le relazioni fra Unione Europea ed Egitto sono riprese a seguito del primo incontro di una task force UE-Egitto lo scorso novembre, che non ha dato lo spazio che si attendeva alle priorità della società civile e dei diritti umani.

Le nostre organizzazioni chiedono alla Unione Europea, agli Stati Uniti e agli altri partners internazionali del governo egiziano di dimostrare il loro genuino impegno a promuovere i diritti umani, la democrazia e l’uguaglianza di genere verso l’Egitto. Le nostre organizzazioni chiedono alla Unione Europea di:

. Rispettare pienamente il suo dichiarato cambio di politica con i suoi vicini del sud Mediterraneo dopo la primavera araba e tradurre urgentemente i suoi impegni a riguardo della democrazia, del diritto, del rispetto dei diritti umani e dell’uguaglianza di genere in azioni concrete.

. Richiedere urgentemente alle autorità egiziane di mettere un freno agli abusi dei diritti umani e adeguarsi agli standars internazionali dei diritti umani

. Rendere chiaro al governo egiziano che il livello di impegno politico, finanziario e tecnico della Unione Europea dipenderà dal livello di avanzamenti nel campo della democratizzazione, diritti umani e uguaglianza di genere; e sarà basato su un oggettiva e accurata valutazione della situazione sul terreno.

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