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04Febbraio2013 Lettera aperta della piattaforma Concord

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Alla Cortese Attenzione del

Primo Ministro Prof. Mario Monti

 Ministro dell’Economia e Finanza

Vittorio Grilli

Ministro degli Affari Esteri

Giuliomaria Terzi di Sant’Agata

 

Ministro della Cooperazione Internazionale

e l’Integrazione

                                                                                                       Andrea Riccardi

 

 

 

Roma, 31 Gennaio 2013

Egregio Primo Ministro Prof. Mario Monti,

Le scriviamo in riferimento al prossimo incontro del  Consiglio d’Europa del 7 e 8 febbraio, dedicato al conseguimento di un accordo sul bilancio dell’UE 2014-2020, cosiddetto quadro finanziario pluriennale.

L’UE è uno dei blocchi economici e politici più importanti al mondo ed è il principale donatore per  gli aiuti umanitari e allo sviluppo come dimostrano i dati: solo nel2011 hafornito assistenza umanitaria a circa 117 milioni di persone vittime di conflitti o disastri naturali. L’Unione Europea vanta un chiaro primato nella risposta alle grandi catastrofi, «crisi dimenticate» e piccole crisi. Recenti rapporti di valutazione condotti da organismi indipendenti testimoniano infatti chela CommissioneEuropea rappresenta effettivamente un donatore di qualità.

Come Stato membro dell’UE, l’Italia contribuisce a tale risultato attraverso la quota di contributo nazionale al bilancio dell’UE, integrando proprio attraverso il sostengo fornito dalla Commissione Europea, l’aiuto fornito dall’Italia attraverso il canale bilaterale e multilaterale.

Come europei, siamo consapevoli che lo scenario economico attuale è particolarmente difficile. Tuttavia, riteniamo che qualora si opti per tagliare alcuni capitoli di spesa del bilancio europeo, tali tagli dovranno essere ripartiti in modo più consono tra le diverse linee di bilancio.

La proposta dello scorso novembre avanzata da parte del Presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy di ridurre il bilancio pluriennale UE con una taglio del 13% per l’azione esterna, non appare proporzionata alla dimensione del capitolo di spesa in questione, andando a costituire una misura drastica. Inoltre, tale proposta si porrebbe in netto contrasto con il Trattato di Lisbona, trattato in cui gli Stati membri si sono fortemente impegnati per il rafforzamento dell’azione esterna dell’UE, in linea con l’agenda globale dell’UE.

Fornire aiuti umanitari, così come promuovere lo sviluppo, il benessere, i diritti umani e le opportunità per i paesi e le popolazioni più povere al mondo, garantisce benefici, a lungo termine, anche per l’Europa e i suoi cittadini. Tutte queste politiche rientrano nel budget per l’azione esterna dell’UE.

Nei prossimi anni, i bisogni umanitari e i costi ad essi conseguenti continueranno ad aumentare a causa di diversi fattori, come il cambiamento climatico e lo sfruttamento delle risorse scarse, che insieme rappresentano la causa principale di devastanti disastri naturali e conflitti.

Queste tendenze richiedono all’Unione Europea di salvaguardare la quota di budget destinata agli aiuti umanitari richiesta dalla Commissione (circa € 915 milioni di euro all’anno), così come la quota di Riserva per gli Aiuti d’Emergenza (massimo € 350 milioni all’anno).

Tale Riserva è fondamentale per far fronte a necessità improvvise ed urgenze: la proposta di tagliare i fondi del 20%, a fronte di un aumento della potenziale domanda d’aiuto, risulterebbe disastrosa. Come sarebbe stata percepita l’UE dai cittadini europei e quale sarebbe stato l’effetto sulle popolazioni colpite da catastrofi, se non avessimo potuto utilizzare la flessibilità della Riserva per affrontare e gestire crisi umanitarie, come quella che ha colpito Haiti, o la tragedia umanitaria nel Corno d’Africa, o le crisi in Libia , Mali e Siria?

Le trattative sul bilancio dell’UE non dovrebbero colpire ulteriormente gli interessi delle popolazioni più deboli e svantaggiate al mondo, per le quali gli aiuti dell’UE costituiscono spesso una questione di vita o di morte, ma che purtroppo non hanno la possibilità di far sentire la propria voce nei dibattiti sui tagli alle linee di bilancio.

Ci auguriamo dunque che in rappresentanza dell’Italia, Stato Membro dell’Unione Europea, si farà portavoce di questa causa e la sosterrà nei prossimi negoziati per stabilire il quadro finanziario pluriennale dell’Unione Europea.

Distinti saluti,

Per  Concord Italia

Il portavoce

Francesco Petrelli

 

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