fbpx

20Febbraio2013 Marocco: fine ai processi iniqui dei tribunali militari

Condividi

La Rete Euromed per i Diritti Umani condanna la gestione del processo di 24 militanti saharawi davanti al tribunale militare di Rabat.

Gli imputati erano accusati di aver ucciso 11 agenti e profanato il cadavere di uno di essi, durante gli scontri avvenuti nell’accampamento di protesta di Gdeim Izich nel novembre 2010.

La Rete Euromed ha incaricato Michael Ellman, avvocato e rappresentante della Rete, di partecipare come osservatore al processo. Dopo molti rinvii, per motivi che non sono stari chiariti, il processo si è infine tenuto e si è concluso con pene estremamente pesanti.

Dei ventiquattro accusati, che rischiavano la pena di morte, otto sono stati condannati all’ergastolo e quattro a 30 anni di prigione, altri dieci si sono visti infliggere pene da 20 a 25 anni e due sono stati condannati a due anni di prigione.

Durante il processo, molti degli accusati hanno dichiarato di essere stati torturati, senza che il Tribunale abbia aperto una inchiesta in merito a queste denunce. Nessuna prova è stata portata a sostegno della colpevolezza degli accusati, e lo stesso Presidente del Tribunale ha rinunciato ad ascoltare i testimoni dell’accusa a causa della fragilità delle loro testimonianze.

Inoltre, nessun elemento sostanziale a carico appare nel dossier del processo (non identificazione delle persone morte o ferite, una sola autopsia sui dieci cadaveri, nessuna ricerca di DNA, registrazioni video che non permettono di identificare gli indagati).

La cortesia e la disponibilità del Presidente, e l’ammissione al processo di più di 50 osservatori stranieri senza ostacoli (dopo perquisizioni sistematiche) avevano lasciato sperare un processo più aperto e equo, ma il verdetto -senza motivazioni, perlomeno per ora- ha largamente deluso questa speranza.

Se molti osservatori hanno potuto assistere senza difficoltà alle udienze e gli avvocati hanno potuto esercitare la loro missione, resta il fatto che, contrariamente alla Costituzione, dei civili sono stati giudicati da un Tribunale militare, il più eccezionale delle corti speciali.

La Rete Euromed condanna la gestione di un processo così iniquo, che lascia mal sperare nella riforma giudiziaria annunciata dal governo. Un rapporto completo suquesto processo sarà pubblicato nelle prossime settimane.

La Rete Euromed si appella al Marocco perché finisca di criminalizzare l’opposizione che si manifesta nel Sahara Occidentale e di perseguitare i difensori dei diritti umani e a intraprendere le riforme necessarie per mettere fine a tutta la giurisdizione eccezionale, a garantire il diritto a un processo equo in tutte le circostanze, così come a rispettare le libertà di associazione, di riunione e di manifestazione.

paesi d'intervento

11

Paesi di intervento

progetti

250

Progetti

operatori locali

500

Operatori locali

Iscriviti alla newsletter

Come usiamo i fondi

8%Alla struttura

92%Ai Progetti