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23Luglio2013 Approvato il nuovo statuto dell’AOI. Parte una nuova sfida per tutti i soci aderenti

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Venerdì 19 luglio, per volontà dei suoi attuali soci, l’AOI è diventata Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale.

Non si tratta di un formale cambiamento di denominazione, è una scelta di indirizzo che vuole incidere sulla geografia, il contesto sociale e le relazioni del mondo non governativo italiano della cooperazione, della solidarietà e del volontariato internazionale.

Nell’ assemblea del maggio scorso a Firenze, l’AOI ha avviato la strada della riforma associativa verso un’ampia e rinnovata rappresentanza attiva di secondo livello, volta a salvaguardare la mission di tutti i soci attuali e immediatamente futuri, a tutelarne e valorizzarne storia e sensibilità: all’interno di un soggetto collettivo di aggregazione di quegli attori sociali no profit di cooperazione internazionale, protagonisti del dibattito  che ha portato al Forum di Milano dell’ottobre scorso.

“Una scelta che troverà attuazione se esisteranno dialogo tra le diversità, rispetto dei valori di ciascuno e volontà precisa di riconoscere l’altro come soggetto di pari dignità” ha dichiarato Gianfranco Cattai, presidente di AOI. “Una sfida importante per ciascuno di partecipanti”.

L’agenda politica della cooperazione internazionale, da oggi per i prossimi due anni, segna un calendario fitto di appuntamenti, scadenze, impegni irrimandabili. Per citarne alcuni:in Italia l’iter avviato sulla riforma della legge 49/87, l’impegno istituzionale nel semestre di Presidenza Ue, l’Expo di Milano; nello scenario europeo e globale la ridefinizione degli accordi e trattati internazionali sul commercio, la verifica nel 2015 sugli Obiettivi del Millennio, i temi ambientali post Rio+20, le attuali grandi emergenze umanitarie, la pace e la democrazia nel mediterraneo e nel medio oriente, a partire dalla drammaticità del conflitto siriano, le vertenze più immediate per i diritti umani calpestati nel mondo.

Consapevole dell’importanza di  queste sfide, l’AOI ha deciso che non è più il tempo di ‘categorie, confini e steccati’ per definire e tradurre la mission della solidarietà internazionale del no profit: occorre andare oltre la sigla tradizionale delle ‘ong di cooperazione internazionale’, coinvolgendo le esperienze di volontariato e solidarietà internazionale, e reti consolidate nelle pratiche del commercio equo e sostenibile, le comunità e associazioni di immigrati impegnate nel cosviluppo, alle realtà attive nell’adozione a distanza e internazionale. La nuova Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale nata venerdì scorso è un luogo di elaborazione e condivisione di scelte e strategie, veramente  inclusivo e adeguato a tempi e sfide: soprattutto oggi che le povertà sono emergenze sociali sono un fenomeno globale. Questo per dare concretezza e dignità al tema dell’ attuazione di politiche coerenti che riconoscano e valorizzino la  trasversalità  della cooperazione internazionale.

In questo percorso l’associazione ha scelto la figura del portavoce come espressione di massima collegialità nella sua governance.

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