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11Luglio2014 Aggiornamenti da Gaza di Meri Calvelli

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Segnaliamo gli aggiornamenti sulla situazione a Gaza di Meri Calvelli, cooperante in Palestina, che potete trovare sul sito: www.assopacepalestina.org

Gaza, 15 luglio 2014 – 8° giorno Operazione “protettive edge”

Per un attimo ieri i media di tutto il mondo parlavano di un possibile accordo e di una tregua immediata tra Hamas e israeliani. In realtà’ nessuno fino a questo momento ha interpellato la parte in causa. Nessun ufficiale o “dialogatore”, sia esso egiziano o israeliano o mediatore europeo/americano, ha avvicinato portavoci del governo palestinese o delle fazioni di Hamas o Jhiad islamica. Nessuna proposta concreta quindi e nessuna richiesta di negoziazione di una tregua sul territorio. Fino a questa notte ci sono stati raid aerei e lanci di missili attacchi dal mare e da terra. 11 le vittime di questa notte fino a questa mattina 2 anziani un uomo e una donna. La mattina e’ già’ cominciata con un attacco a Zeitun a Gaza city, dove hanno colpito da pochi minuti la casa dell’ex ministro della sanità’; ferito un giornalista del New York Time. Colpita anche la casa di un miliziano del Qassam al campo di Shati.

Si risveglia cosi quindi la giornata che sembrava potesse avere risvolti positivi.

Ahmad Bahar, portavoce del Parlamento palestinese di gaza e cisgiordania, hanno delle condizioni per i termini della tregua, che non sono state ancora stabilite. I termini richiedono apertura delle frontiere, liberazione dei prigionieri che erano stati rilasciati con lo scambio di Shalit, fine degli attacchi in Gaza e Cisgiordania e degli arresti a Gerusalemme. con una garanzia scritta e reale.

Le forze di Hamas non accettano di avere una tregua se non esiste un vero e proprio accordo scritto e confermato prima della fine delle ostilità’.

Dalle 7 di questa mattina si e’ riunito il gabinetto israeliano

Le fonti ufficiali del ministero della sanita’ palestinese riportano 189 morti e 1400 feriti; 540 case totalmente distrutte, 4 300 case parzialmente distrutte e e altre 530 case non agibili, dall’inizio dell’attacco militare.
La situazione umanitaria e’ purtroppo nel pieno della crisi e i bombardamenti continuano.

 

Gaza, 14 luglio 2014 7° giorno Operazione “Protective edge”

170 morti   il bilancio delle vittime fino ad oggi, oltre 1800 feriti, 500 case distrutte, caos e paura in tutta la Striscia di Gaza. Situazione umanitaria difficile con carenza soprattutto di medicinali nei maggiori ospedali. Sfollate migliaia di persone durante la giornata di ieri, nell’area nord della zona di Beit Lahya per l’imminente entrata via terra dell’esercito israeliano.

Le persone uscite dalle case, circa 2000,  sono state alloggiate nelle scuole dell’UNRWA aperte a questo scopo non particolarmente organizzate per accogliere così tanta gente. La gente che e’ fuggita non ha portato niente
con se, molti sono usciti anche senza le scarpe, trasportati dai ciuchi e il carretto fino a destinazione.

Ieri pero’ dopo tante ore di tensione e molti bombardamenti su tutta la striscia, non si e’ verificata la “pulizia del territorio”  di Atatra, come preannunciato dagli israeliani. Vuoi per la grande attenzione mediatica
(centinaia di giornalisti di tutto il mondo presenti nella striscia), vuoi perché’ molti degli abitanti si sono rifiutati di uscire dalle case per far posto alla distruzione israeliana, i temuti attacchi a tappeto non si sono fortunatamente verificati.  La notte e’ trascorsa in modo relativamente “tranquillo”, qualche attacco su Gaza City alle strutture governative già bombardate, tanto per fare qualcosa.

Sembra quasi che abbiano preso tempo per far calare l’ attenzione e la tensione,  frenati dall’incontro dei paesi per la mediazione e per lo studio delle mosse che seguiranno.

Inoltre non si e’ ancora conclusa completamente l’evacuazione dei 800 palestinesi cittadini stranieri dei paesi di Canada, Inghilterra, America.

Molte volte la propaganda gioca il ruolo maggiore per influire psicologicamente sulla strategia e la realtà’ dei fatti

Per il momento stanno parlando le armi della marina che lanciano missili indiscriminati su tutta la costa verso nessun obiettivo, volano bassi gli
F16.

 

Gaza 13 luglio 2014 – 6° giorno bombardamenti

E’ una citta’ fantasma Gaza in queste ore, strade deserte la gente nelle case o nelle scuole. Hanno ricevuto l’ultimatum dall’esercito di andarsene dalle loro case, per cominciare la grande pulizia del territorio al nord della striscia al confine con “Erez israel”. Non tutti hanno voluto evacuare le abitazioni, come ha intimato l’esercito israeliano molti non vogliono andare via, non ce la fanno, sono troppi in famiglia e dove vanno poi? “questo mi dice l’ingegnere Yunis di Beit Lahya,, un lavoratore della Municipalita’.” La mia famiglia e’ numerosa, abbiamo persone anziane bambini piccoli, dove li porto dove ci mettiamo? non c’e’ un posto sicuro a Gaza. nel 2008 – 2009 durante piombo fuso molte scuole vennero colpite nello stesso modo se non peggio con fosforo bianco a questo punto preferiamo morire nella nostra casa”.

Molti abitanti la pensano così, cristiani, mussulmani, non se ne vogliono andare via dalle proprie case. Hamas ha detto di non uscire, così come lo ha detto abumazen ma questo e’ anche quello che pensano in molti. In queste ore comunque 4000 persone si sono mosse verso le scuole dell’UNRWA (Nazioni Unite) cha hanno aperto alcune scuole alla popolazione. Intanto questa mattina i militari non hanno dato il permesso di entrata a Gaza al “Commissario generale” dell’UNRWA.

L’esercito ha previsto nelle prossime ore, un forte attacco militare per “ripulire” l’area e prepararsi a prendere posizione per l’ operazione di terra, per la quale hanno bisogno molte ore di preparazione.

Gaza, 11 luglio 2014

Cresce di ora in ora il bilancio delle vittime e delle distruzioni nella striscia di gaza da parte dell’esercito di occupazione. (95 morti 600 feriti). Siamo quasi arrivati a mille tonnellate di piombo lanciato sulla popolazione. ( fino ad ora 800 missili lanciati da Israele )
Missili di risposta partono da Gaza verso israele, (500 missili lanciati da Gaza.), dove le sirene suonano di continuo. E’ l’inizio di una guerra che si fa spazio ogni ora impari e vigliacca. Israele si prepara all’invasione di terra nella striscia di Gaza; Per tutto il paese sono visibili gli spostamenti degli armamenti militari israeliani, carri armati e corazzati pesanti, concentrarsi lungo i confini della striscia di Gaza.

L’operazione militare “bordo protettivo” iniziata ufficialmente martedì 8 luglio e’ arrivata alla 4° notte con forti bombardamenti in tutta la Striscia di Gaza. I militari scelgono la notte per attaccare gli obiettivi e incutere maggiore paura.

Durante la notte l’aviazione israeliana ha condotto 75 raid aerei lanciando 137 missili in diverse località’ della striscia. Sono stati attaccati edifici e distrutto 19 case che vanno ad aggiungersi alle ormai centinaia dei giorni precedenti. Anche la marina ha lanciato in poche ore 100 shells in direzione del porto di Gaza. La Gaza Ark, la barca per gli aiuti umanitari e’ stata bruciata.

Nella giornata di ieri sono stati lanciati ordini ai palestinesi di evacuare completamente alcune zone, per permettere l’occupazione dell’area e l’invasione di terra. Attraverso sms e volantini lanciati dall’alto, hanno ordinato a circa 100.000 famiglie palestinesi che vivono a nord ( beit lahya e beit hannoun) e al Sud (Abassan al saghira), localita’ poste lungo i confini più’ immediati di israele, di abbandonare immediatamente le loro case. Questi dovrebbero lasciare tutti i loro averi, la loro vita, per far posto alle imposizioni di un esercito che deve entrare nella striscia per seminare morte e distruzione.

La potenza distruttiva che Israele lancia sulla striscia ha la scusa ufficiale di colpire una fazione nemica Hamas, in realtà’ sta distruggendo una intera generazione di vite umane.

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