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23Luglio2014 Gaza, 23 luglio 2014 – 16° giorno Operazione “Protective edge”

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Aggiornamenti di Meri Calvelli
“Non e’ garantita la sicurezza per nessuno in tutta la Striscia di Gaza”, queste le parole dell’esercito Israeliano  date ai Consolati dei paesi riguardo agli internazionali presenti nella striscia. Chiunque può’ essere target e colpito in ogni momento durante la  propria mansione. Dal medico, all’ambulanza, al giornalista, all’operatore umanitario che distribuisce gli aiuti alla popolazione civile. Gaza e’ una zona di guerra e nessuno e’ autorizzato a girare nel territorio.  I cittadini di Gaza sono ormai diventati il tiro al piattello preferito dell’esercito e non c’e’ tempo di verificare di chi si tratta.  Uno schiaffo al diritto di  aiuto umanitario, di protezione e  di informazione. Ma soprattutto un annunciato tentativo di perpetrare crimini lontano dagli occhi della comunità’ mondiale. E’ sancito dall’andamento dei fatti che  I cittadini di Gaza,  non hanno diritto a difendersi, non hanno diritto a chiedere aiuto agli organismi internazionali,  e sono condannati al fuoco indiscriminato e alle bombe dell’esercito occupante.
Tutta la giornata di ieri e la notte e’ stata caratterizzata da attacchi lungo il confine e distruzioni mirate continue di case e di  strutture già bombardate almeno 10 volte.
A Kuza’a, villaggio nel confine a sud della striscia (Khan Younis), e’ stato attaccato questa notte dal fuoco dell’artiglieria. Telefonate disperate della popolazione che chiedeva aiuto per uscire dalle proprie case. Le ambulanze che hanno raggiunto il posto sono state attaccate   non hanno avuto via libera per soccorrere i feriti. Ad ora ci sono problemi a raggiungere l’area.
Dalle 6 alle 8 di questa mattina sono stati 5 gli attacchi aerei con 10 missili su diversi obiettivi random  in diverse aree;  sparati 220 tank shells distrutte 3 case; uccisi 3 palestinesi e altri 10 feriti. Da Gaza in queste due ore sono partiti 3 missili verso israele.
Dei 130.000 sfollati, alcune famiglie si sono rifugiate in case e appartamenti delle zone interne  più’ riparate dal fuoco dell’artiglieria diretta, dell’esercito sul confine. Hanno necessita’ primarie per l’approvvigionamento di cibo, acqua, materassi e coperte. Nelle scuole dell’UNRWA sono iniziate le prime distribuzioni e soprattutto ci sono molti giovani volontari che prestano attività’ di animazione con i  bambini, durante la distribuzione del cibo.
Il consiglio internazionale per i diritti umani si riunisce oggi per discutere la crisi di Gaza.
La speranza rimane appesa alla soluzione della grave situazione ed e’ nelle mani della Comunita’ Internazionale affinché’ possa fermare la strage dei civili  e si arrivi alla soluzione richiesta dai palestinesi per terminare embargo e  assedio e dare il via ad una tregua duratura.
Purtroppo ancora adesso gli aerei volano minacciosi, i droni controllano, l’artiglieria sgancia e chiude i passaggi verso i border conquistati.  Gaza e’ ZONA di GUERRA – Military close area.
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