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08Agosto2014 Voci dalla Palestina: “Dalla Palestina Occupata, il mio cuore è con Gaza”

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di Rona Nasser, operatrice sociale specializzata in psicologia del benessere e della comunità

Dicono che quando ti metti a pensare alla morte continuamente e ad immaginare la modalità con cui la morte sceglierà di portarti via, allora inevitabilmente cominci a realizzare di essere diventato grande… In realtà tutto questo mi pare sciocco ora, alla luce degli eventi terribili che i quatieri palestinesi di Gerusalemme occupati da Israele stanno vivendo attualmente. Perchè in questo momento tali pensieri di morte non si limitano a semplici speculazioni sul fatto che essa arriverà o meno, sono pensieri  intrisi di insicurezze e di paure. La paura dell’ignoto non ti abbandona mai: non sai mai cosa ti potrebbe accadere, se oggi tornerai di nuovo a casa oppure no.

La situazione è drammaticamente peggiorata e continua a peggiorare a partire dal giorno in cui Mohammed Abu Khdeir, un bambino, è stato rapito, selvaggiamente torturato e arso vivo da un gruppo di coloni. Da quel momento in poi, continuo a pensare che ci vorrebbe un miracolo per liberarci dalla colonizzazione. Non è abbastanza tutto quello che abbiamo vissuto? Non è abbastanza quello che che sta patendo la popolazione di Gaza? E non si tratta soltanto delle anime di quelle vittime innocenti: bambini, donne, giovani e uomini. Questo lutto incombe anche su tutti noi, e noi non possiamo far altro che assistere impotenti e frustrati a tutto questo, con gli occhi attenti ma che non possono abituarsi a una tragedia di tali dimensioni, con il cuore che si strugge all’idea di poter fare qualcosa, ma che rimane paralizzato dalla disperazione. Le persone continuano a morire e si continua a dire: “Sono morti in sacrificio per la resistenza e per la Palestina”. Ma questa spiegazione non mi basta, troppe persone stanno morendo. Lo status quo è invivibile, le difficoltà sono troppe, il senso di impotenza è schiacchiante. Non mi resta che affidarmi a Dio, l’unico che in questo momento mi sembra possa decidere le sorti del mondo e finalmente assicurare la libertà e la vittoria alla Palestina.

Rona Nasser è specializzata in Psicologia del Benessere e della Comunità e lavora come operatrice sociale all’interno dell’ONG Youth Development Department, ma prima di tutto è una ragazza palestinese che vive a Gerusalemme Est e che assiste agli eventi che in questi giorni stanno sconvolgendo il suo paese, in particolare Gaza. Ci racconta con semplicitàed umanità i suoi pensieri, sentimenti e paure di quest’ultimo periodo.

Gerusalemme, 5 agosto 2014

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