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19Giugno2015 In piazza per la dignità e i diritti. Con Tom nel cuore e nella mente

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Riflessione di Filippo Miraglia, Vicepresidente Nazionale Arci

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Più 8,3 milioni rispetto all’anno precedente, per un totale di circa 60 milioni di persone, pari quasi al numero di abitanti del nostro Paese. Persone in fuga e in cerca di protezione, concentrate soprattutto nelle zone prossime alle aree di crisi, di guerre e conflitti. Dov’è l’Europa dell’Euro e della BCE, che fa la voce grossa con la Grecia e sembra difendere solo gli interessi della finanza e delle banche?

A Ventimiglia mostra i muscoli di fronte a poche centinaia di persone, in Ungheria si erigono muri vergognosi, a Roma e a Milano la solidarietà popolare ripara i danni di un governo incapace di programmare un’accoglienza dignitosa. Sempre secondo i dati UNHCR, dei 60 milioni di persone che hanno dovuto lasciare le loro case nel 2014, più dell’86% è stato accolto nei Paesi più poveri. Le aree ricche del mondo continuano a fare molto poco.
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Il 20 giugno, giornata internazionale del rifugiato, scenderà in piazza l’Europa dei diritti e della dignità.
Non possiamo più assistere passivamente a riunioni dei capi di stato e di governo, di ministri degli Interni che prendono accordi che non risolvono le questioni che andrebbero affrontate oggi. Accordi che servono solo alla propaganda interna.

Vi chiediamo: cosa state facendo per fermare guerre e persecuzioni? Cosa per consentire alle persone in fuga di rivolgersi agli Stati e non agli scafisti?

Cosa volete fare per garantire dignità e diritti a quei pochi (650mila domande sono poco più dell’1% di tutti gli sfollati, rifugiati e richiedenti asilo) che arrivano in Europa a rischio della vita?

La risposta è nulla. Oppure è talmente ridicola (come le quote di reinsediamento previste dalla Commissione Europea) da essere quasi offensiva. Per questo abbiamo promosso una mobilitazione nazionale insieme a centinaia di organizzazioni. Una mobilitazione che vedrà coinvolti molti territori e che avrà il suo momento principale a Roma, dalle 15. In un luogo simbolo del nostro Paese, della storia europea e del mediterraneo: il Colosseo. Saremo lì con le nostre proposte, le uniche ragionevoli e percorribili; per fermare le stragi; per un programma europeo di ricerca e salvataggio nel mediterraneo.
Perché si aprano canali d’accesso umanitari; perché si adotti un sistema d’asilo unitario in tutta l’UE; per avanzare proposte che chiudano la stagione del razzismo di stato.
Sabato è anche l’anniversario della morte di Tom Benetollo, che per molti di noi, oltre che un amico, è stato un maestro.

Tom è stato uno dei principali protagonisti del pacifismo italiano ed è stato tra i primi a capire che bisognava costruire in Italia e in Europa un movimento antirazzista ampio, non elitario.
Sabato Tom sarà idealmente in piazza con noi. E noi lo ricorderemo ripetendo le sue parole, che ci spingono, oggi come ieri, ad andare avanti anche quando il pessimismo sembra prevalere in ogni angolo del mondo:«arrendersi al presente è il modo peggiore di progettare il futuro».

Grazie Tom!

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