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10Settembre2015 Verso il congresso – Forza e impulso alle attività di ARCS

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di Francesca Chiavacci

Da sempre l’ARCI possiede un patrimonio di iniziativa politica che mette al centro i temi della solidarietà internazionale e il principio del doversi occupare di quello che succede fuori dai confini nazionali è sentito comunemente dalle nostre basi associative, dai nostri circoli. Nell’ARCI è normale impegnarsi e parteggiare per chi sentiamo come vicino alla nostra sensibilità politica e sociale anche quando si trova in paesi lontani, è naturale appoggiare le lotte di emancipazione degli oppressi, denunciare gli oppressori, dare voce a chi non ce l’ha.

Abbiamo da tempo condiviso con Arcs questo tipo di impostazione: non limitare l’azione di cooperazione internazionale a importanti interventi e progetti nei paesi esteri, ma sviluppare e dare gambe a un impegno costante su queste questioni dentro le nostre basi associative, all’interno dei gruppi dirigenti territoriali, anche attraverso la conoscenza diretta delle situazioni in cui operiamo, e con la costruzione di iniziative per l’educazione allo sviluppo e alla pace.

Proprio quello che accade in questi giorni, in cui sembra che l’opinione pubblica sia scossa dalle immagini drammatiche del flusso epocale di profughi verso l’Europa, ci dice ancora una volta che se non riusciamo a sviluppare una riflessione più ampia (che sembra assente dal dibattito, o addirittura si sviluppa nell’idea dell’esportazione di democrazia attraverso nuove guerre) non riusciremo a realizzare quell’idea di mondo che vogliamo. La solidarietà, la cooperazione, la democrazia, la pace sono le risposte che i Governi dovrebbero offrire a milioni di persone, la possibilità di vivere bene nella propria terra d’origine, e non l’ipocrisia della logica dei mercati e del profitto.

E allora, indipendentemente dai cambiamenti che la nuova legge sulla cooperazione potrà produrre, rimaniamo convinti che sia utile e importante per l’ARCI tutta, nei territori e come soggetto politico nazionale, dare forza e impulso all’attività di Arcs. Sono tanti i temi su cui sarà necessario lavorare insieme: lo sviluppo di partecipazione e democrazia, il diritto di accesso alla cultura, le politiche di genere, la tutela del patrimonio culturale, la sovranità alimentare.

Troveremo modalità nuove di comunicazione, di scambio, di individuazione di ruolo nei vari scenari istituzionali. Non dovremo dare per scontato che i gruppi dirigenti dei territori conoscano tutto ciò che Arcs ha prodotto e produce, ma anzi fare uno sforzo per coinvolgerli nuovamente, per offrire loro strumenti di azione, in uno scenario che purtroppo presenta crisi di risorse economiche e, talvolta, di pensiero ed elaborazione politica e istituzionale. In questi anni Arcs ha costruito relazioni e progetti importanti: si tratta di metterli a valore, di farne partecipe la nostra associazione. E’ così che ci accingiamo ad affrontare la discussione congressuale , dentro l’associazione, con l’obiettivo di presentare all’esterno (al Governo, alle altre ONG, alla politica) le attività costruite e quelle da costruire.

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