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30Ottobre2015 Bosnia: arrestato in Germania l’assassino di tre volontari italiani – @repubblicait

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La polizia tedesca ha arrestato il 28 ottobre all’aeroporto di Dortmund, in arrivo da Tuzla, un cittadino bosniaco ricercato dall’Italia per “tentato omicidio, omicidio preterintenzionale e rapina a mano armata”, responsabile della morte di tre volontari bresciani nel 1993 – durante la guerra in Bosnia (1992-95) – impegnati a scortare un convoglio di aiuti umanitari. La notizia è stata diffusa da alcuni media bosniaci.

Si tratta di Hanefija Piric (52 anni), detto ‘Paraga’, che nel 1993 comandava un battaglione dell’esercito governativo e che con i suoi uomini, in un’imboscata sul monte Radovan, presso Gornji Vakuf (Bosnia centrale), saccheggiò il convoglio e poi ordinò l’uccisione dei tre italiani, Guido Puletti, Sergio Lana e Fabio Moreni. I tre portavano cibi e medicine nelle zone devastate dalla guerra sulla strada che collega Travnik a Gornji Vakuf. Era l’unica via aperta per raggiungere Zavidovici, la cittadina a cui i volontari italiani erano legati da un’amicizia che durava da prima della guerra.

Altri due volontari sopravvissuti, Christian Penocchio e Agostino Zanotti, testimoniarono successivamente al processo contro Piric, tenuto in Bosnia nel 2001. Proprio il fotografo Zanotti, in occasione del ventennale dell’eccidio, aveva raccontato i particolari di quella drammatica giornata: “Erano le quattro e mezza del pomeriggio. Davanti c’era il camion con Fabio e Sergio, io ero dietro nella Lada con Christian e Guido. I soldati ci hanno fermato qui, e subito è arrivato Paraga,  il capo del gruppo. Dopo averci derubati di tutto, due soldati ci hanno scortati nel bosco. Abbiamo capito che stavano per ucciderci. Eravamo in fila. Guido era il primo, poi Christian, Fabio, Sergio e io l’ultimo”.

Zanotti e Penocchio riscirono poi miracolosamente a salvarsi l’uno gettandosi in un fiume, l’altro nascondendosi nel bosco. Si sono ritrovati solo due giorni più tardi. I cinque volontari appartenevano al “Coordinamento bresciano iniziative di solidarietà”, un’associazione laica che portava aiuti alla popolazione bosniaca e ospitava in Italia chi fuggiva dalla guerra, e al gruppo “Caritas di Ghedi”.

17 anni fa, le responsabilità di Piric erano già chiare nel libro “La guerra in casa” scritto dal giornalista di Repubblica Luca Rastello, scomparso in luglio. 

Secondo i media tedeschi, la procura di Dortmund sta valutando l’opzione dell’estradizione di ‘Paraga’ verso l’Italia. Il capo del gruppo responsabile della strage è stato condannato in secondo grado dalla giustizia bosniaca il 3 aprile 2002 a 13 anni di carcere per l’uccisione dei tre pacifisti. Ha scontato una parte della pena nel carcere di Zenica prima di accedere ad un regime di semilibertà. Nel corso del processo non ha detto perché, dopo aver derubato gli italiani, li ha consegnati ai soldati per farli uccidere.

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