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10Giugno2016 Un ricordo di Renzo Maffei a 10 anni dalla sua morte

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76-immagine-5di Gianluca Mengozzi, presidente Arci Toscana e vice presidente vicario ARCS su Arcireport

Renzo Maffei ci ha lasciato il 10 giugno del 2006. Nella sua esperienza di dirigente dell’Arci, troppo breve, ha avuto il tempo di lasciare un segno indelebile.

Dopo dieci anni la sua passione umana e politica, la visionaria immaginazione di un progresso dell’associazione generato nelle sue basi popolari, la sua capacità di sperimentazione ed innovazione sono attualissime. Da pedagogo, educatore e maestro ha messo al centro del suo operare i diritti dei bambini e delle bambine: questo è stato il suo principale metro di misura delle ingiustizie del mondo ad ogni latitudine, e questa la più grande ispirazione del suo agire. Renzo, da pragmatico, spiegava che nessun pensiero teorico conseguisse piena dignità se non nelle realizzazioni. E che ad alimentare l’evoluzione dei pensieri teorici fosse principalmente il mettersi alla prova e misurarsi con le sfide delle imprese per migliorare questo mondo. Animatore instancabile e maestro di associazionismo è stato capace di creare attorno a sé un gruppo vasto di militanti appassionati a cui ripeteva sempre di non essere una guida ma una risorsa in più, un riferimento, per un’azione che ognuno doveva avere il coraggio di declinare secondo le proprie sensibilità ed inclinazioni. Da quella scuola, variegata, multiforme e diversa, così lontana da ortodossie ma libera e critica, sono usciti molti dirigenti del terzo settore. Trasmettendo entusiasmo e con una profonda etica del lavoro derivante dalle origine contadine e dalle proprie esperienze in fabbrica, ha creato le prime comunità di accoglienza per minori non accompagnati.

image.jpegNella solidarietà internazionale ha saputo emancipare l’azione internazionalista delle basi associative dell’Arci inducendo la dirigenza a misurarsi con la progettazione della cooperazione allo sviluppo e con le grandi campagne di affidamento e sottoscrizione popolare immaginate dalla sua potenza visionaria.

È così che ha creato quei ponti di consapevolezze popolari e partecipative che hanno permesso alla nostra Associazione e alle nostre comunità di radicare una solida propensione al confronto col resto del Mondo. Renzo ci ha fatto conoscere il dramma del popolo palestinese facendocelo traguardare per la prima volta attraverso gli occhi dei bambini e delle bambine. E spiegando nei circoli la Palestina con la pazienza del maestro, con una passione divulgativa capace di semplificare e rendere agibili concetti complessi senza mai banalizzarli. Pace e diritti sono stati la guida con cui ci ha portato a supportare la società civile in Palestina, nelle Filippine, in Perù, in Libano, facendoci comprendere come le lotte degli altri fossero fondamentali per la nostra stessa emancipazione e come avessimo da imparare da chi si impegna altrove, in condizioni ostili e con pochi mezzi, per un futuro migliore. La sua passione politica e umana così come la rigorosa e coerente metodologia di azione sono state e continuano ad essere un punto di riferimento ed una fonte di ispirazione per molti di noi, in Italia come in altre parti del mondo.

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