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16Giugno2016 Quale Gerusalemme? I piani quasi sconosciuti di Israele. Prima parte – @nenanewsagency

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da nena-news.it

di Nur Arafeh – Al-Shabaka*

Gerusalemme, 15 giugno 2016, Nena News – È l’anno 2050 e Israele ha realizzato la sua visione di Gerusalemme: i visitatori vedranno un centro high-tech a maggioranza ebraica in mezzo ad un mare di turisti, con una presenza minima di palestinesi. Per ottenere questa visione, Israele sta lavorando a tre master plan: uno è noto, ma due restano fuori dai radar.

Edward Said aveva già avvertito nel 1995 che “solo progettando prima un’idea di Gerusalemme Israele potrà procedere a cambiamenti sul terreno che corrisponderanno a queste immagini e proiezioni”. L’idea israeliana di Gerusalemme, così come elaborata nei suoi master plan, prevedono la massimizzazione del numero di ebrei e la riduzione di quello di palestinesi attraverso un graduale processo di colonizzazione, sfollamento e spossessamento.

Il più noto dei tre master plan israeliani per la città è il Jerusalem 2020, che non è stato ancora depositato per la pubblica visione sebbene sia stato pubblicato già nel 2004. I meno noti sono il Marom Plan, il piano di una commissione parlamentare per lo sviluppo di Gerusalemme, e il Jerusalem 5800 Plan,meglio conosciuto come Jerusalem 2050, prodotto di un’iniziativa del settore privato e presentata come “master plan di trasformazione di Gerusalemme”.

Come il piano israeliano per il 2050, anche l’’idea di Gerusalemme dell’Autorità Palestinese risale al 2010 quando lo Strategic Multi-Sector Development Plan for East Jerusalem (SMDP) 2011-2013 è stato pubblicato. E l’attuale piano di sviluppo nazionale dell’Anp per il 2014-2016 fa semplicemente riferimento a quello del 2010. Inoltre, mentre la leadership palestinese parla di Gerusalemme Est, che Israele ha occupato e illegalmente annesso nel 1967, come capitale dello Stato di Palestina e zona di sviluppo prioritario, soltanto lo 0.44% del budget 2015 dell’Anp è stato allocato al Ministero degli Affari di Gerusalemme e al Governatorato di Gerusalemme.

In questo studio la ricercatrice di al-Shabaka Nur Arafeh analizza i tre master plan israeliani per Gerusalemme, spiegando l’obiettivo di modellare la città in un centro turistico e high-tech e le vie intraprese, usando la pianificazione urbana per modificare la demografia cittadina. Arafeh accende i riflettori sulle ultime e pericolose leggi che Israele ha riattivato o emanato per portare avanti la colonizzazione della città – la legge della proprietà degli assenti e la “legge della terza generazione”. Analizza anche il ruolo dell’Anp e della comunità internazionale così come delle organizzazioni della società civile e identifica le misure che possono essere assunte da chi è preoccupato dal destino di Gerusalemme.

Prima di analizzare i modi con cui i tre piani si rafforzano a vicenda, si deve notare che l’annessione israeliana di Gerusalemme Est è illegale secondo il diritto internazionale e non è riconosciuta dalla comunità internazionale. Inoltre, la dichiarazione di Israele per cui Gerusalemme, sia Ovest che Est, è la sua capitale non ha basi legali internazionali tanto che non ci sono ambasciate straniere a Gerusalemme, nemmeno quella degli Stati Uniti.

I tre master plan

  1. Il Jerusalem 2020 Master Plan è stato preparato da una commissione nazionale di pianificazione e pubblicato la prima volta nell’agosto 2004. È il primo piano spaziale comprensivo e dettagliato sia per Gerusalemme Ovest che Est dall’occupazione israeliana di Gerusalemme Est del 1967. Sebbene il piano non sia stato ancora validato perché non è stato depositato per la pubblica visione, le autorità israeliane lo stanno implementando. Il piano comprende lo sviluppo di diverse aree comprese pianificazione urbana, archeologia, turismo, economia, educazione, trasporti, ambiente, cultura e arte. Il piano è disponibile online in ebraico e arabo nel sito della Civic Coalition Defending the Palestinians’ Rights in Jerusalem
  2. Il Marom Plan è un prodotto di una commissione governativa per lo sviluppo di Gerusalemme che sarà implementato dalla Jerusalem Development Authority. L’obiettivo dell’ente è promuovere Gerusalemme come “città internazionale, leader nel commercio e nella qualità della vita nel settore pubblico”. Si tratta di uno dei principali enti di pianificazione del Comune di Gerusalemme, della Land Administration e di altre organizzazioni nel campo dell’edilizia e dell’occupazione. Il Jerusalem Institute of Israeli Studies sta conducendo consultazioni, ricerche e monitoraggio del Marom Plan. L’istituto è un centro di ricerca multidisciplinare che gioca un ruolo guida nelle politiche di pianificazione e sviluppo per Gerusalemme nei settori di pianificazione urbana, demografia, infrastrutture, educazione, edilizia, industria, mercato del lavoro, turismo, cultura ecc.
  3. Il Jerusalem 5800 Master Plan, noto anche come Jerusalem 2050, è un’iniziativa privata fondata da Kevin Bermeister, innovatore tecnologico australiano e investitore immobiliare. Il piano fornisce visioni e proposte di progetto per Gerusalemme fino all’anno 2050, fungendo da “master plan di trasformazione di Gerusalemme” che può essere implementato insieme con enti comunali e nazionali. È diviso in vari progetti indipendenti, ognuno dei quali realizzabile in autonomia. Il team di implementazione del piano include “i migliori pianificatori israeliani nel turismo, i trasporti, l’ambiente, il patrimonio e la sicurezza”.

Una meta ebraica per turismo, educazione superiore e high-tech

Lo sviluppo del settore turistico a Gerusalemme è al centro dei tre piani esaminati in questa ricerca. Ad esempio, secondo il piano 2020, il Comune di Gerusalemme punta a promuovere il turismo e in particolare gli aspetti culturali di Gerusalemme. Pianifica una campagna di marketing per aumentare il potenziale dello sviluppo immobiliare, sostenere il turismo locale e internazionale e investire nelle infrastrutture turistiche per garantire lo sviluppo del settore.

Il piano Marom inoltre punta a sviluppare Gerusalemme come città turistica. Solo nel 2014, il Jerusalem Institute of Israeli Studies ha condotto 14 delle sue 18 ricerche di quell’anno nel settore turistico e le ha sottoposte al Comune di Gerusalemme, al Ministero di Gerusalemme e a quello degli Affari della Diaspora e all’Autorità di Sviluppo di Gerusalemme. Inoltre, come parte del Marom Plan, il governo israeliano ha stanziato 42 milioni di dollari per sostenere Gerusalemme come meta turistica internazionale, mentre il Ministero del Turismo dovrebbe allocare circa 21.5 milioni di dollari per la costruzione di hotel.L’Autorità ha anche offerto specifici incentivi agli imprenditori e le compagnie che costruiscono o ampliano alberghi a Gerusalemme e organizzano eventi culturali per attirare visitatori, come il Jerusalem Opera Festival, o eventi per l’industria del turismo, come il Jerusalem Convention for International Tourism.

Promuovere il settore turistico è anche alla base del Jerusalem 5800 Master Plan che immagina Gerusalemme come “città globale, importante centro turistico, ecologico, spirituale e culturale mondiale” che attira 12 milioni di turisti (10 milioni stranieri e 2 locali) e oltre 4 milioni di residenti. Per rendere Gerusalemme “l’attrazione turistica del Medio Oriente”, il piano punta a aumentare gli investimenti privati e la costruzione di hotel, la costruzione di giardini-terrazza e parchi e la trasformazione di aree che circondano la Città Vecchia in alberghi, vietando la circolazione delle auto. Il piano prevede poi la costruzione di un sistema di trasporti di alta qualità compresa una linea ferroviaria di alta velocità e una rete estesa di autobus; l’aggiunta di altre superstrade e l’espansione di quelle esistenti; e la costruzione di una “super autostrada” che attraversi il paese da nord a sud.

Infine il piano propone la costruzione di un aeroporto nella valle di Horkania, tra Gerusalemme e il Mar Morto, per servire 35 milioni di passeggeri all’anno. L’aeroporto sarà collegato con strade e ferrovie a Gerusalemme, all’aeroporto Ben Gurion e altre città.

Il Jerusalem 5800 tenta di presentarsi come piano apocalittico che promuove “la pace attraverso la prosperità economica”, ma ha obiettivi demografici che dimostrano il contrario. Infatti prevede che i 120 miliardi di dollari di valore aggiunto dall’implementazione del piano, insieme a 75-85mila impieghi a tempo pieno negli alberghi e i 300mila nelle industrie dell’indotto, attireranno più ebrei a Gerusalemme, aumentandone il numero e facendo pendere la bilancia demografica ebrei-palestinesi a favore dei primi.

Tuttavia il settore turistico non è visto solo come motore di sviluppo economico per attrarre ebrei incittà. Lo sviluppo e il dominio israeliano del turismo è un mezzo di controllare la narrativa e garantire la proiezione di Gerusalemme all’esterno come “città ebraica” (vedi la mappa ufficiale della Città Vecchia del Ministero del Turismo). Israele ha irrigidito le misure per chi lavora come guida turistica e la narrativa e la storia che vengono raccontate ai visitatori. Le guide palestinesi che non narrano quella israeliana e che tentano di dare un’analisi alternativa e critica della situazione possono perdere la licenza.

Questi piani per promuovere l’industria del turismo israeliana va di pari passo con le restrizioni imposte da Israele allo sviluppo della stessa industria palestinese a Gerusalemme Est. Tra gli ostacoli posti: l’isolamento di Gerusalemme Est dal resto dei Territori Palestinesi Occupati, specialmente dopo la costruzione del Muro; la perdita di terre e i costi conseguenti; le deboli infrastrutture; le alte tasse; le restrizioni nel rilascio dei permessi per la costruzione di hotel o la conversione di edifici in alberghi; e le difficili procedure per ottenere licenze per gli uomini d’affari palestinesi. Questi ostacoli, insieme ai milioni di dollari che vengono versati nel mercato turistico israeliano, fa sì che l’industria turistica palestinese non abbia speranza di competervi.

Il settore turistico palestinese è inoltre rallentato dalla mancanza di una chiara visione e di una strategia promozionale palestinese, che impedisce gravemente la sua capacità di rafforzare il limitato sviluppo economico possibile sotto occupazione. Infine, sebbene le organizzazioni della società civile siano impegnate nel promuovere il settore, i loro sforzi sono descritti come “frammentati e coordinati male” in un’analisi di This Week in Palestine.

Un altro obiettivo comune dei tre piani è attirare ebrei da tutto il mondo a Gerusalemme attraverso lo sviluppo di due industrie avanzate: l’educazione superiore e l’high-tech. Per promuovere l’industria dell’educazione superiore, il 2020 Master Plan punta alla costruzione di un’università internazionale nel centro città con l’inglese come principale lingua. Il Marom Plan vuole fare di Gerusalemme “una città accademica di riferimento” che attragga sia studenti ebrei che stranieri, che siano incoraggiati a fermarsi a Gerusalemme una volta terminati gli studi. Sulla stessa linea, il Jerusalem 5800 Plan vede come un’opportunità la creazione di impieghi e di crescita economica attraverso “il turismo educativo di lunga residenza”.

Lo sviluppo di questa industria è intrinsecamente collegato allo sviluppo delle industrie di high-tech, bio-informazione e biotecnologie. Il 2020 Master Plan fa appello per la creazione di un’università per la gestione e la tecnologia nel centro di Gerusalemme e per l’assistenza governativa nella Ricerca e lo Sviluppo (R&D) nei campi dell’alta tecnologia e della biotecnologia. Allo stesso modo il Marom Plan punta a promuovere Gerusalemme come centro R&D nella biotecnologia.

È all’interno di questo contesto che l’Autorità per lo Sviluppo di Gerusalemme ha fondato il BioJerusalem Center per promuovere i gruppi di compagnie biomediche di Gerusalemme come potenziale motore di sviluppo economico. Per attrarre queste compagnie in città, l’Autorità offre generosi benefici: sospensione delle tasse, sussidi per l’assunzione di nuovi dipendenti e concessioni alle compagnie coinvolte in R&D o nella costruzione di infrastrutture fisiche. Anche le industrie di high-tech e salute saranno beneficiarie del piano Jerusalem 5800. Nena News

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