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27Luglio2016 MIGRANTI. MINORI NON ACCOMPAGNATI, ANCI-CITTALIA: AUMENTO ESPONENZIALE IN 10 ANNI

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da agenzia dire

Sono 11.520 i minori non accompagnati sbarcati  in Italia dall’inizio dell’anno (dato del ministero dell’Interno aggiornato al 15 luglio 2016). Numeri in continuo aumento che riguardano non solo gli arrivi ma anche le modalita’ di accoglienza.

In dieci l’aumento e’ stato esponenziale. i minori sono passati da 7.870 dellla prima rilevazione 2004-2006 ai 13.523 del 2014 (ultimo dato disponibile Anci). E dal 2015 sono coninuati a crescere in relazione all’aumento dei flussi. Lo dice il rapporto di Anci-Cittalia, presentato oggi a Roma.  Dal 2011 aumento esponenziale.

L’indagine, a cui hanno partecipato 4.518 comuni (il 53 per cento del totale) traccia un bilancio decennale dell’accoglienza ai minori stranieri in Italia dal 2004 al 2014. Emerge, in particolare, come nel biennio 2013-2014 sia aumentata la percentuale delle realta’ locali coinvolte dal fenomeno della presa in carico dei minori stranieri non accompagnati (Msna): il dato si attestava infatti sul 20,8 per cento nel 2006, sul 17,7 per cento nel 2008, sul 14,2 per cento nel 2010 e sul 24,2 per cento nel 2012. E’ dal 2011 che il numero dei minori stranieri non accompagnati, contattati o presi in carico dai servizi sociali dei Comuni si e’ incrementato in maniera esponenziale, un aumento che ha comportato l’attivazione di interventi, attivita’ e servizi a favore di 9.678 minori nel 2013 e di 13.523 nel 2014. Piu’ posti al Sud e nelle isole, tra le citta’ spicca Roma.

A livello territoriale, tra il 2006 e il 2014, l’incremento maggiore e’ stato registrato nelle isole e nel sud. In particolare, la Sicilia con oltre 3.100 minori nel 2014, il Lazio con 2.241 e la Calabria con 1.470. L’accoglienza si concentra soprattutto nelle grandi citta’. Nel 2013 le grandi citta’ (oltre i 250.000 abitanti) raggruppano il 52 per cento dei msna presenti in Italia, ovvero 5.013 minori su 9.678. Nel 2014, sebbene in numero assoluto sia aumentata la quota di minori stranieri ospitati dai grandi centri, scende a poco piu’ del 40 per cento a causa della grande crescita dei minori ospitati nei centri medi e medio – grandi. Sia nel 2013 che nel 2014 e’ il comune centrale delle citta’ metropolitane ad aver ospitato piu’ di 9 MSNA su 10, polarizzando il sistema dell’ospitalita’ a sfavore del restante territorio metropolitano.

E’ Roma il Comune con il maggior numero di msna al 2014 (1.960), sebbene registri un calo del 33,8 per cento rispetto al 2012. Seguono le maggiori citta’ della Sicilia e della Calabria, nell’ordine: Reggio Calabria (695), Palermo (557), Messina (556) Catania (532). Chi sono i minori che arrivano in Italia da soli? Secondo l’indagine di Anci oltre il 96 per cento dei giovani presi in carico dai servizi sociali il e’ di sesso maschile e prossimo alla maggiore eta’: infatti nel 2014 il 55,6 per cento risultano diciassettenni.

Dal 2006 ad oggi la fascia d’eta’ 16-17 anni e’ cresciuta passando dal 66,1 per cento del 2006 (74,5% nel 2008, 77,6% nel 2010) all’80 per cento del 2014 con una diminuzione invece dei quindicenni che sono passati dal 16,4 per cento del 2006 al 10 per cento del 2014. Oltre la meta’ (53,8 per cento) dei minori proviene da quattro Paesi: Egitto, (21,5 per cento) Bangladesh (13,2 per cento), Gambia (10 per cento) Albania (9,1 per cento). A questi seguono Eritrea (7,5 per cento), Afghanistan (4,9 per cento), Senegal (4,8 per cento), Mali (4,2 per cento), Somalia (3,7 per cento) Nigeria (3,6 per cento). Tra i minori presi in carico/contattati dai servizi sociali dei Comuni si registra un aumento di minori richiedenti protezione internazionale.

Nel biennio 2013-2014 si e’ registrato un incremento sia in termini quantitativi passando da 1.205 a 3.171 sia per quanto riguarda l’incidenza di questo segmento sul totale dei minori presi in carico dai servizi sociali (12,5% nel 2013 e 23,4% nel 2014). Le strutture. Secondo il rapporto, la maggior parte dei minori (68,2 per cento) dei msna presi in carico e’ stato accolto in strutture di prima/pronta accoglienza: i minori collocati in accoglienza sono stati 9.229 nel 2014 facendo registrare un incremento del 43,2 per cento rispetto all’anno precedente e il tasso di crescita maggiore dal 2006 (51,2%). In base alla distribuzione dei minori nelle diverse regioni, nel corso del 2014 i Comuni della Sicilia (20,9%), del Lazio (18,4%), della Calabria (14%) hannon accolto in prima/pronta accoglienza oltre la meta’ (53,3%) del totale dei minori stranieri non accompagnati. Tra il 2013 e il 2014, la crescita maggiore di MSNA in prima accoglienza si e’ registrata in Campania (+1.393 per cento), passando da 14 a 209 msna, seguita dalla Calabria (+942%, da 124 a 1.929) e Basilicata (+260%, da 25 a 90).

Crescono i minori che scappano dalle strutture. Dal 2006 al 2010 il numero di minori fuggiti dalle strutture durante il periodo di prima accoglienza si e’ presentato in costante diminuzione, sia per quanto riguarda i valori assoluti sia per quanto concerne l’incidenza percentuale degli irreperibili sul totale degli accolti in prima accoglienza (dal 62,3% nel 2006 al 31,3% nel 2010). Dal 2011 il valore assoluto e’ incrementato, ma l’incidenza sul totale degli accolti ha continuato a decrescere, arrivando al 25,9% del 2013.

Nel 2014 risulta in crescita non solo il valore assoluto (2.712 irreperibili comunque al di sotto dei 3804 del 2006), ma anche l’incidenza percentuale sugli accolti (29,4%). Nel biennio 2013-2014 i minori stranieri non accompagnati per i quali il Comune ha predisposto un progetto di vita individualizzato di lungo periodo sono stati il 55 per cento degli accolti in prima accoglienza. La spesa sostenuta dai Comuni. La spesa complessiva sostenuta dai Comuni nell’arco del 2014 per i servizi e gli interventi rivolti ai minori soli risulta essere, per quasi il 45 per cento degli enti locali, sotto ai 50mila euro.

Nel 12,5 per cento dei casi, invece, la spesa e’ compresa tra 50.001 e 100.000 euro; nell’11,8 per cento dei casi tra 100.001 e 300.000 euro; nel 4,4 per cento dei casi tra 300.001 e 500.000 euro; nel 4 per cento dei casi supera il milione di euro. Tenendo conto del restante 18,3 per cento dei casi in cui non e’ stato possibile reperire tali informazioni, si puo’ comunque effettuare un confronto di massima con il 2013: emerge in particolare l’incidenza piu’ alta degli intervalli di spesa compresi tra 500.001 e 700.000 euro, che nel 2013 era pari al 15% e tra 50.001 e 100.000 euro, che era pari al 21,7 per cento (-9,2 punti percentuali nel 2014). (www.redattoresociale.it)

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