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26Agosto2016 Migranti: ‘clausola’ Parlamento Ue su Turchia e paesi sicuri

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Il Parlamento europeo propone una ‘deroga’ al concetto di paese sicuro d’origine per quanto riguarda la Turchia. Secondo la Commissione europea quello turco, in quanto Paese candidato all’adesione dell’Ue, e’ ritenuto “Stato i cui cittadini e quanti li’ vivono non in situazione di pericolo ne’ a rischio di diritti e liberta’ fondamentali”.

Il concetto di “paese sicuro” rientra nella strategia europea di gestione del fenomeno migratorio. Tuttavia, nella proposta di relazione sul regolamento sui cosiddetti ‘safe countries’ che l’Aula votera’ alla prossima sessione plenaria, i parlamentari europei hanno apportato una  modifica al testo della Commissione per cui “gli Stati membri non dovrebbero applicare il concetto di paese di origine sicuro nei confronti dei richiedenti appartenenti a una minoranza o a un gruppo di persone che continua a essere a rischio alla luce della situazione nel paese di origine interessato”.

La motivazione di questo emendamento, ha spiegato il relatore al testo Jozo Rados nei documenti allegati al progetto di relazione, si deve al fatto che “nel caso della Turchia e’ relativamente elevato il tasso delle domande di asilo esaminate dagli Stati membri dell’Ue e ritenute fondate, il che significa che vi si verificano ancora discriminazioni e violazioni dei diritti umani ai danni di persone appartenenti a gruppi vulnerabili”.

Il Parlamento europeo da una parte riconosce che un Paese terzo candidato all’accesso nell’Ue sia “sicuro” in quanto vicino al rispetto delle liberta’ e dei diritti fondamentali riconosciuti dall’Ue, ma dall’altra parte, si ritiene “particolarmente importante far si’ che sia pienamente rispettato il dovere di esaminare singolarmente le domande di asilo”.

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