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01Dicembre2016 Volontario a Cuba, testimone della storia

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di Andrea Schiano – Volontario a Cuba nell’ambito del Servizio Civile Nazionale all’Estero

Sono arrivato all’Avana per prestare servizio civile all’estero. L’inizio della mia esperienza cubana ha coinciso con un evento tanto triste quanto importante per questo Paese. Il 25 novembre é morto all’età di 90 anni Fidel Castro, comandante della rivoluzione cubana e uno dei personaggi più carismatici ed influenti del ‘900.

Conoscere e capire Cuba, la sua storia e la sua cultura non é facile lontano dai confini dell’isola. La distanza culturale, geografica e la non sempre fedele trasmissione di notizie da parte dei mezzi di comunicazione fanno sì che la visione che si ha all’estero di Cuba, del suo popolo, dei suoi avvenimenti storici e politici recenti, dei suoi personaggi più rappresentativi come Fidel Castro, José Martì e Guevara il “Che” sia limitata e spesso veicoli un’immagine distorta rispetto alla realtà che si vive qui.

Essere testimone di questo avvenimento é un’opportunità per immergersi nella storia di questo Paese e capire il rapporto che lega il popolo cubano al suo storico comandante. In Plaza de la Revolucion, a fare una fila di diverse ore per rendere omaggio a Fidel e confermare l’impegno nei confronti del suo concetto di rivoluzione c’erano oltre un milione di persone, di ogni età.

Fino a questo momento non avevo idea della misura della dedizione del popolo cubano nei confronti del suo comandante e mi ha colpito vedere tanta unità e tanta gratitudine. Mi ha colpito soprattutto perché il sentimento che traspariva era di affetto profondo e riconoscienza, per chi ha scritto le pagine più importanti della storia di questo Paese, cercando di rispondere prima di tutto alle esigenze della sua gente.

Nonostante il numero di persone presenti in piazza, anche in occasione dell’atto pubblico in cui i presidenti di 17 Paesi diversi provenienti da tutti i 5 continenti hanno ricordato e celebrato Fidel, non ci sono stati disordini di alcun tipo e anzi mi ha sorpreso la calma che aleggiava. Ho avuto l’impressione di un popolo educato, che ha memoria e rispetto della propria storia. Essere in mezzo a tanta gente e sentire silenzio é una sensazione surreale.

Surreale come camminare per le strade dell’Avana, solitamente piene di gente e di musica, silenziose e praticamente deserte in questi ultimi giorni. Fidel Castro rappresentava, e rappresenta, molto per Cuba e per i cubani.

E’ impossibile non sottolineare che sono stati raggiunti attraverso le sue idee risultati oggettivi che vanno apprezzati al di là delle ideologie politiche. Per un Paese in via di sviluppo avere un tasso di alfabetizzazione quasi del 100% ed avere un sistema sanitario riconosciuto tra i migliori al mondo, oltre i livelli di alcuni Paesi sviluppati, inviare i propri medici all’estero per aiutare chi ha ancora più bisogno e farlo senza alcun interesse economico, dal mio punto di vista da grande stimolo e fiducia nel cercare di costruire una società civile migliore, fondata su principi di solidarietà, giustizia ed eticità.

Nel contesto storico attuale, caratterizzato da una sempre maggiore competitività e scelte politiche focalizzate esclusivamente sul breve termine e su finalità individuali, non fa male ricordare che sono possibili diversi modelli socio-culturali, che tengano in considerazione le persone e mettano al centro i loro bisogni e che possano portare a risultati eccellenti proprio attraverso una valorizzazione delle persone anziché perseguendo interessi economici ed accentuando le disuguaglianze.

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