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05Dicembre2016 Cronaca di una morte annunciata

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di Mauro Perini su L’Unità

Può capitare di entrare a Cuba da uno dei tanti sottoscala di servizio di un progetto di cooperazione culturale per celebrare il ricordo di una giovane militante impegnata a livello locale e ritrovarsi ad uscire da Cuba attraversando il palcoscenico della storia e restare invasi dalla forza di un avvenimento di enorme portata come la morte di un leader del calibro di Fidel Castro che con la sua ” scomparsa fisica ” sancisce la fine del 900, forse la fine di un sogno . I giovani universitari lo ricordano come un sognatore , i più anziani ti regalano la compostezza di un lutto maturo e responsabile … La piccola nella durata ma grande nel risvolto umano cerimonia di ARCI Toscana in centro Avana per ricordare i Martiri di Barbados con l’avvenuto rocambolesco restauro di un libro fotografico dell’epoca , deve ora terminare , ” è significativo che questo libro straordinario ritorni a cuba in un giorno come questo , ma ora scusateci , dobbiamo tornare a tenere le posizioni ” .
Eh già , perché da oggi c’è un Fidel in meno  e un Trump in più
nella lunga e intensa drammaturgia nordamericana in cui David e Golia si trovano nella loro vistosa sproporzione separati  da un lembo di mare oggi improvvisamente più stretto e con la spina di Guantanamo ben piantata nel fianco orientale dell’amata Isla de la Revolucion …
” non si può sentire tanta barbarità e stupidità … ” dice Carlito , autista di professione ed esperto consulente nella ricerca di Cohiba di qualità per gli italiani amanti di cuba con le camicie cifrate, a proposito della dichiarazione del presidente eletto e delle scene di giubilo a Miami . Anche lui giovane e scafato esponente di una generazione per forza di cose post-rivoluzionaria nella notte ha pianto …
Per la forza imponente del mito molti dei cubani più anziani risaltano la coincidenza : Fidel se n’è andato lo stesso giorno , quel 25 novembre che salpando dalle coste messicane a bordo del Granma avrebbe dato vita ad una delle avventure più straordinarie e temerarie che un giovane intelketttale non ancora trentenne  potesse immaginare .
In questi giorni circolano per le televisioni documenti filmati di quel giovane sognatore che sarebbe diventato condottiero eroe e statista sempre nel tenace impegno di incarnare l’utopia comunista , e con il nemico alle costole costi quel che costi , come subire centinaia di attentati e convivere – il suo popolo – con le conseguenze asfissianti di un così lungo embargo economico .
Ho cercato a lungo nello sguardo di quel giovane che aveva appena iniziato l’avventura rivoluzionaria , c’era perfino timidezza in alcune espressioni raccolte appena pochi giorni dopo il trionfo de la Revolucion , quelle immagini non parlano la lingua delirante dell’aspirante dittatore piuttosto dello smarrimento e dell incredulità prodotta dall’impatto di una storia e di una utopia che ti piomba addosso , responsabilità compresa .
60 anni dopo l’inizio avventuroso del sogno rivoluzionario la morte del suo lider maximo così tante volte annunciata sospirata temuta      è arrivata , attesa ma non per questo meno grave nella sua portata simbolica . Lo schermo psicologico del grande padre della rivoluzione più audace adesso è sottoposto a un urto molto forte . Adesso prego si osservi un minuto di silenzio per la morte di Fidel Castro Ruz Conandante en jefe Lider Maximo de la Revolucion Cubana . Quanto possa durare quel minuto cosa possa risvegliare quel silenzio nelle coscienze di milioni di uomini per adesso la storia ancora non lo sa

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