fbpx

19Febbraio2020 Ho sentito di voler essere Francesca

Condividi

di Giovanni Baccani, volontario Servizio Civile Universale

La ragazza che state vedendo ha venti anni e si chiama Francesca e da qualche tempo ha imparato a zappare la terra...”. Questo è l’incipit di un video nel quale si racconta l’esperienza di servizio civile in Kenya di una ragazza veneta. Il progetto cui partecipa non si occupa solamente della lavorazione della terra ma anche dello sviluppo umano di un gruppo di 36 bambini orfani sieropositivi.

L’obiettivo principale è garantire la sicurezza alimentare, cioè una forma duratura e sostenibile di sostentamento per questi bambini, e l’agricoltura dunque gioca un ruolo fondamentale. L’associazione organizzatrice del progetto si occupa inoltre di selezionare giovani dalle comunità più disagiate per offrire loro la partecipazione a corsi di alfabetizzazione digitale, grazie ai quali potranno occuparsi dei processi digitali relativi alla commercializzazione dei prodotti agricoli.

Francesca, insieme ai suoi colleghi volontari, si occupa di accompagnare i bambini a scuola e di prendersi cura di loro quando ritornano al villaggio. Anche se non lo vuole ammettere, Francesca parla molto bene lo Swahili e riesce a comunicare con i bambini e con il personale locale. Non ha paura di addentrarsi nelle baraccopoli di Nairobi per confrontarsi con i bambini tossicodipendenti che inalano stupefacenti in sua presenza. E lo fa con il sorriso, con l’umana comprensione di chi sa che non sono problemi risolvibili in un momento, piuttosto sono condizioni degradanti derivate da lunghissimi processi geopolitici ed economici. Ma davanti a scene nauseanti e al tempo stesso toccanti, Francesca trova la forza dentro di sé di essere comunque ottimista.

Ecco, io ho sentito di voler essere Francesca. Di poter essere come lei. Di fare ciò di cui lei si stava occupando. Ho sentito dentro di me la necessità di fare un’esperienza del genere. Di aiutare persone lontane da me con problemi “lontani” da me. Di poter entrare in contatto stretto e ravvicinato con popoli, culture e comunità a me estranei.

Detta così, può sembrare che il video sia stato come un fulmine a ciel sereno che ha risvegliato in me un’innata vocazione alla cooperazione e allo sviluppo o al servizio civile in generale. In realtà è stato un processo più lungo che avuto una sorta di incubazione per passare da una semplice suggestione a una scelta vera e propria.

È un privilegio poter fare servizio civile anche perché diversi miei coetanei ne hanno una scarsa o superficiale conoscenza. È una ricchezza dunque il poter esserne venuto a conoscenza tramite il video sull’esperienza di Francesca.

Ma in che modo avrei potuto io svolgere al meglio questa opportunità? Il servizio civile lo si può definire multiforme, dal momento che tratta diverse tematiche in diversi settori, con una vasta gamma di progetti che differiscono per modalità, beneficiari e sedi di attuazione.

Guardando alle mie esperienze e ai miei interessi, ho capito che il miglior modo per poter partecipare attivamente sarebbe stato un progetto in Africa. Ho studiato il continente sotto le lenti della storia, dell’economia, della politica e della cultura e la mia tesi di laurea verteva su studi africani.

Ho scelto di partire con ARCS Culture Solidali che organizza un progetto di sviluppo agro-ecologico per una comunità che sta soffrendo i cambiamenti climatici e l’abbandono della popolazione. Per questa comunità, vorrei essere un po’ ciò che Francesca è stata per quei bambini in Kenya. Loro si trovano in Senegal, un Paese che non ho scelto casualmente. A Firenze dove sono nato, c’è una grande comunità senegalese, e ci sono ragazzi che vivono in una condizione di emarginazione. Conoscendone la cultura e la lingua, spero un giorno di poter essere loro d’aiuto, adottando lo spirito positivo di Francesca. E anche se questa esperienza dovesse formalmente terminare tra un anno, credo che il servizio civile, cioè mettersi al servizio della comunità, sia un’attività che dura tutta la vita.

paesi d'intervento

11

Paesi di intervento

progetti

250

Progetti

operatori locali

500

Operatori locali

Iscriviti alla newsletter

Come usiamo i fondi

8%Alla struttura

92%Ai Progetti