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05Giugno2020 Camerun: ricominciare in sicurezza

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di Calogero Messina

Non si sono mai completamente fermati i lavori in Camerun del progetto ENTER: ENergie rinnovabili e TEcnologie appropriate per l’accesso all’acqua potabile in Ambito Rurale, cofinanziato dall’Agenzia Italiana di Cooperazione allo Sviluppo -AICS e implementato da ARCS ARCI Culture Solidali APS in parternariato con la ONG locale ACREST – African Center for Renewable Energy and Sustainable Technology.

Questo intervento vuol contribuire a potenziare le competenze in materia di gestione delle risorse naturali e incrementare l’utilizzo di tecnologie appropriate in 20 villaggi pilota selezionati fra i comuni di Batcham, Dschang e Foumbot, creando una dinamica territoriale virtuosa che coinvolga imprese settoriali, università, amministrazioni comunali, servizi tecnici decentrati, organizzazioni della società civile, autorità tradizionali e comunità locali in Camerun e le associazioni della diaspora in Italia.

L’emergenza Covid19 ha certamente causato importanti rallentamenti nell’esecuzione delle attività previste per evidenti ragioni legate alle difficoltà di spostamento ed al necessario confinamento.

Eppure, alcune azioni di captazione di sorgenti, scavo di condotte idriche ed altre attività all’aria aperta che potevano continuare ad essere realizzate nel rispetto delle misure di sicurezza necessarie a contenere la diffusione del virus sono continuate, con un importante impegno e senso di responsabilità dello staff locale di ENTER coordinato a distanza dall’Italia dal direttore tecnico, l’ingegnere Michele Pagano.

Considerato che il Camerun ha avviato un fase di ripresa delle attività che prevede anche l’apertura delle scuole, lo staff tecnico di ARCS e ACREST ha concepito 50 lavamani realizzati con materiali locali che saranno distribuiti in tutti gli istituti scolastici compresi nella zona di intervento del progetto ENTER. Mascherine e prodotti igienizzanti sono parimenti in corso di fabbricazione con l’aiuto di micro imprese e artigiani locali.

Siamo pronti a ripartire, in sicurezza e con il desiderio di portare l’acqua potabile in 20 villaggi dell’Ovest camerunese dove tifoidi, parassitosi ed altre malattie idriche sono fra le principali cause di mortalità.

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