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16Ottobre2020 Libano: 4 minori contagiati nel carcere di Roumieh

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di Giuseppe Cammarata

Nel corso di una intervista telefonica con Voice of Lebanon, padre Najib Baaklini, responsabile dell’Associazione AJEM, con cui ARCS collabora nell’ambito del progetto DROIT, ha affermato che 4 minori, detenuti nell’affollatissimo carcere di Roumieh, poco fuori Beirut, hanno contratto il coronavirus.

Al momento asintomatici, sono stati trasferiti in quarantena nel braccio C del penitenziario, in modo da evitare la diffusione nella struttura. Rimane il mistero su come possano essere stati contagiati: al momento hanno contatti soltanto con le guardie penitenziarie e, in maniera sicura, con gli operatori del progetto DROIT. Le autorità penitenziarie di Roumieh hanno infatti sospeso le visite dei parenti dei detenuti e tutte le attività che prevedono la presenza di personale esterno al carcere, con l’eccezione delle attività di supporto psicosociale e legale previste nell’ambito del nostro intervento, in quanto realizzate in una sala del parlatorio attraverso un vetro di sicurezza.

Nella sua intervista padre Baaklini ha lodato le misure intraprese dall’amministrazione penitenziaria per evitare la diffusione del virus all’interno del carcere. Ciononostante, segnaliamo che nelle scorse settimane oltre 400 detenuti adulti hanno contratto il virus.

I 76 minori attualmente detenuti, anche se in condizioni migliori rispetto agli adulti, non usufruiscono di uno spazio esclusivo: in Libano non esistono istituti di detenzione per minorenni e a Roumieh sono ospitati quasi tutti nel braccio C, in 12 celle comuni, in presenza anche di detenuti adulti.

E’ per questo che fra le attività del progetto DROIT, che stiamo realizzando insieme ad ARCI Toscana, sono previste anche azioni di rafforzamento delle competenze per le autorità libanesi responsabili della gestione delle carceri: l’intento, perseguito insieme all’ordine degli avvocati libanesi e con la collaborazione di organizzazioni italiane attive nella promozione dei diritti dei detenuti,  è arrivare presto alla realizzazione di istituti specificamente dedicati a minori in modo da poterne adeguatamente tutelare i diritti.

Per sostenere queste ed altre attività che ARCS ha in corso in Libano, insieme ad ARCI, abbiamo lanciato la campagna di raccolta fondi Beirut Calling. Per maggiori informazioni e contribuire a sostenere il popolo libanese: #BeirutCalling

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