23Novembre2020 Tunisia: continuano i lavori del progetto SELMA

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di Alberto Sciortino

Come in diversi altri Paesi, nel corso dell’ultimo mese le misure restrittive per la prevenzione della pandemia sono state inasprite anche in Tunisia. Attualmente al coprifuoco notturno si sono aggiunti il divieto di spostamenti tra le regioni e il divieto di tenere riunioni con oltre 4 persone. Per la verità, come spesso accade in questo Paese, anche queste misure sono applicate con una certa elasticità e, se la sera la polizia gira per i quartieri a verificare che nessuno violi il coprifuoco, sulle strade extraurbane c’è ancora una certa circolazione e le riunioni informali al chiuso (anche istituzionali) superano frequentemente il numero consentito di partecipanti.

Uno studio dell’Unicef dei giorni scorsi, intanto, ha diffuso dati allarmanti sulla situazione dell’infanzia nel Paese in quanto a tasso di povertà (21,2%, contro una media generale del 15%), povertà educativa (ben 72% degli alunni della primaria non disporrebbero di competenza di base di calcolo e 34% di lettura), esposizione a atti di violenza fisica e sessuale (oltre 17.000 casi nel 2018 contro i 6.000 del 2012) e rischi legati a pratiche alimentari scorrette: 61,4% dei bambini tra 0 e 5 anni sono obesi o a rischio obesità.

Quest’ultimo aspetto é uno di quelli sui quali intende intervenire il progetto SELMA, in corso a Ben Arous in partenariato tra ARCS, l’Union National de la Femme Tunisienne (UNFT), il Commissariat Régionale à l’Agriculture (CRDA) e l’ONG italiana TAMAT, con un finanziamento dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Il percorso prevede il rilancio del Centro di Formazione Agricola di Chbedda (nella regione di Ben Arous, facente parte dell’area urbana di Tunisi) per sostenere produzioni agroecologiche, sia stimolando le produzioni che tramite campagne educative nelle scuole.

In questi giorni si stanno completando i lavori e le installazioni delle attrezzature agricole per rimettere in produzione il terreno del centro, realizzando due ettari di colture orticole irrigate, circa sette ettari di colture in secco (quest’anno si tratta di orzo, avena e favino), nonché due grandi serre, anch’esse per produzioni orticole. Anche la produzione zootecnica del centro (conigli, polli e quaglie) é in corso di rafforzamento, con lavori di sistemazione delle strutture e nuove attrezzature.

Queste produzioni contribuiranno alla sostenibilità del centro tramite la vendita dei prodotti. Si sta già lavorando all’apertura di un punto vendita destinato ai prodotti del territorio che il CRDA ha allestito recentemente non lontano dal centro di formazione ma che non aveva mai aperto perché non collegato a una strategia di stimolo e promozione di questi prodotti nella regione. Su questo obiettivo il progetto SELMA é entrato in sinergia anche con un piccolo progetto della ONG spagnola ACPP, che interviene nella stessa regione.

Con ACPP e il CRDA, e proprio allo scopo di favorire le produzioni locali, nei giorni scorsi é stato affidata a un esperto del settore la preparazione di un diagnostico sulle potenzialità di alcuni Groupements de Développement Agricole (GDA) composti soprattutto da donne, che l’équipe di ARCS e TAMAT ha visitato nelle scorse settimane per verificarne le possibilità di integrazione nella dinamica territoriale che l’intervento vuole creare. I diversi attori verificheranno con questo diagnostico (che sarà presentato a breve) le possibilità di rinforzare questi GDA in termini di formazioni e strutture produttive, in modo da poterne avviare i prodotti (miele, couscous, salse, ecc) alla vendita nel pieno rispetto delle normative in termini di igiene, imballaggio ed etichettaggio e nello spirito tendente a favorire i prodotti sani del territorio durante le sensibilizzazioni che il progetto realizzerà in futuro.

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