23Dicembre2020 Youthquake: una delle esperienze più formative della mia vita

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di Agnese Maturi, volontaria del progetto Youthquake

Ciao a tutti! Mi chiamo Agnese e sono nata a Spoleto, in Umbria. Quando ho visto l’opportunità di partecipare a un progetto Youthquake con Arcs e l’associazione Youth Center of Epirus (YCE)  per lavorare tre mesi con migranti rifugiati nell’Epiro non ci ho pensato due volte e ora scrivo queste parole dalla città di Ioannina, nel Nord della Grecia. 

Nonostante questa esperienza sia la mia prima visita in Grecia, ambientarmi non è stato affatto difficile perché sono stata da subito accolta dagli altri volontari coinvolti nel progetto e assorbita dalle attività dello Youth Center.

La situazione di emergenza sanitaria ha causato la chiusura ai volontari della struttura di  accoglienza “Agia Eleni”, dove vivono in una specie di piccolo villaggio famiglie di richiedenti Asilo in attesa di ricevere l’ufficializzazione del loro status di Rifugiati e dove i volontari dello YCE organizzavano le loro attività per i bambini. Di conseguenza, le nostre attività si sono spostate nel centro Agios Athanasios, una struttura di accoglienza tra le montagne dello Zagori che ospita più di trenta minori richiedenti asilo, tra i 12 e 18 anni provenienti da Afghanistan, Yemen, Syria e Pakistan. 

Le attività che svolgiamo con loro sono tra le più disparate, dai laboratori di cucina passando per quelli di pittura fino ai corsi di prevenzione per i terremoti, e sono tutte di affiancamento agli operatori che vivono ogni giorno insieme ai ragazzi. La portata emotiva di questo tipo di esperienza è per me ancora tutta da metabolizzare, nonostante il tempo stia passando molto velocemente. Ma sono consapevole di star vivendo una delle esperienze più formative della mia vita. 

Al momento sto anche creando insieme a un’altra volontaria una serie di video girati in stop-motion per spiegare in pochi minuti concetti di solito complessi, come la differenza migrante/rifugiato, rendendoli accessibili a chi segue i social dello YCE. Per la preparazione del prossimo video contiamo di coinvolgere alla regia e al montaggio anche i ragazzi di Agios Athansios. 

In tutto questo c’è la mia vita quotidiana a Ioannina, una città colma di storia, abbracciata da montagne bellissime e che, nonostante le difficoltà per il lockdown, che purtroppo è diventato sempre più stringente dal mio arrivo, mi fa sentire a casa. Il mio posto preferito qua è sicuramente il piccolo bosco sopra la città, chiamato dalla gente di Ioannina Φροντζου, Frontzu. E’ una fitta foresta dove perdersi a pochi passi dal centro con una vista splendida sul lago e sulle antiche moschee di Ioannina, eredità del suo passato Ottomano. 

Sto vivendo questi giorni di “reclusione” e di autocertificazioni scritte per ogni uscita con molta serenità, sono consapevole della fortuna che ho avuto di poter partire e di poter continuare a lavorare al progetto che mi ha portata qui nonostante questi giorni di lockdown. 

Γεια σας!

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