12Luglio2021 YouthQuake II: la resilienza della natura umana

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di Mario (Spagna), volontario Youthquake II presso Gruca Onlus

Scalare una montagna è sempre accompagnato da una moltitudine di emozioni. E non intendo il temuto mal d’alta quota. Alcuni di noi sentono il solletico di una sfida davanti a sé, una nuova opportunità per abbattere le insicurezze e produrre una sorta di rivincita. Altri sentono i muscoli inattivi che non sono utilizzati da molto tempo; ciò fa riflettere per ricordarci che per il trasporto dovremmo investire molto di più nei nostri corpi e molto meno nelle auto e nei treni. Alcuni di noi si connettono con gli altri nella forma più profonda del “Gruppo” e dello spirito di squadra. Altri colgono l’opportunità di introspezione e di trovare risposte dentro se stessi

I Monti Sibillini ci hanno offerto questo e molto di più nei sette giorni in cui abbiamo camminato lungo le sue sagome. Ci sono state molte sfide che ci hanno mostrato quanto eravamo diversi come individui provenienti da vari Paesi e background, ma quanto siamo diventati uniti per affrontare questa esperienza. Il sole è stato il nostro più grande nemico e l’acqua il nostro più caro amico. Abbiamo imparato la fragilità della vita materiale e come la terra può scuotere il nostro mondo in circa 40 secondi. È meraviglioso testimoniare che, non importa quanto ci cada addosso, la quantità di resilienza che si trova nella natura umana può superare le nostre aspettative più selvagge

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