21Luglio2021 Giordania: al via un nuovo intervento

Condividi

Il primo luglio 2021 ARCS ha dato il via al progetto intitolato “Soddisfare i bisogni essenziali delle famiglie maggiormente vulnerabili nel Governatorato di Karak tramite attività di sostegno economico” finanziato dalla Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

Il progetto intende fornire supporto economico tramite unconditional cash assistance per le famiglie con un’alta vulnerabilità economica e con almeno un minore con disabilità, residenti nel Governatorato di Karak, In Giordania.

Dopo oltre nove anni di guerra in Siria, la vulnerabilità e la povertà dei rifugiati in Giordania, che ad oggi ne ospita ufficialmente circa 700.000, sono in costante aumento. L’impatto della crisi migratoria sulle comunità di accoglienza continua a crescere e i fondi per gli interventi umanitari, in continua decrescita, non risultano sufficienti per rispondere ai bisogni della popolazione.

Inoltre, la crisi causata dalla pandemia di Covid-19 non ha fatto altro che incrimentare questa vulnerabilità.  A causa del Covid, infatti, la Banca Mondiale stima che il tasso di povertà relativa in Giordania sia aumenteto del 38% tra i giordani e del 18% tra i rifugiati siriani, senza considerare che un terzo di quest’ultimi ha perso il lavoro in modo permanente e il 59% dei lavoratori irregolari teme i rischi connessi al mantenimento del proprio impiego. Questa situazione ha costretto la popolazione ad adottare strategie di coping negativo come la riduzione del numero dei pasti e delle spese per l’educazione e la salute (World Bank, UNHCR, 2020).

Nonostante gli sforzi del governo giordano e della comunità internazionale rivolti sia alla popolazione rifugiata che alle comunità ospitanti, il bisogno di protezione e inclusione economica e sociale rimane elevato: in particolare, nel caso di famiglie con un alto indice di vulnerabilità economica e sociale, con all’interno persone con esigenze specifiche, ed in particolare minori e persone con disabilità.

Tale situazione è ancora più evidente e drammatica nelle aree del Paese scarsamente investite dagli aiuti pubblici e dove si denota anche una carenza di servizi di supporto offerti dalle organizzazioni internazionali, in particolare nei Governatorari del Sud della Giordania, tra cui il Governatorato di Karak, in cui ARCS sta ormai da un paio anni intensificando la sua attività a supporto dei più deboli.

Il progetto, della durata di 6 mesi, ha quindi l’ambizione di rafforzare le capacità delle famiglie giordane e rifugiate siriane maggiormente vulnerabili, con minori con disabilità, residenti nel Governatorato di Karak, in modo che possano soddisfare i loro bisogni primari essenziali. Infatti, una maggiore liquidità faciliterà le famiglie nell’uscire da una condizione di isolamento e marginalizzazione, favorendo così la loro integrazione e il senso di comunità, che si protrarrà ben oltre il termine del progetto; in aggiunta ARCS ha poi previsto una ben strutturata attività di referral con l’obiettivo di creare un sistema di riferimento/rinvio, ad altre organizzazioni governative e non, che permetta un’effettiva sostenibilità del progetto e fornisca opportunità ai beneficiari per trovare altre forme di supporto.

Inoltre, ARCS, oltre a svolgere l’attività di distribuzione di unconditional cash, si occuperà anche di effettuare un mapping delle varie realtà pubbliche e private disposte ad offrire opportunità di impiego e/o formazione nel Governatorato di Karak; con l’intento di creare un match tra domanda e offerta e favorendo in questo modo l’inclusione dei beneficiari del progetto nel mondo del lavoro e fornendo nuove opportunità di sostentamento economico alle famiglie.

Nelle prossime settimane entreremo nel vivo delle attività, fiduciosi che il nostro intervento possa contribuire a mitigare l’impatto socioeconomico della pandemia COVID-19, infondendo alla popolazione giordana e siriana più bisognosa un poco di speranza e ricordando loro che non sono soli.

paesi d'intervento

11

Paesi di intervento

progetti

250

Progetti

operatori locali

500

Operatori locali

Iscriviti alla newsletter

Come usiamo i fondi

8%Alla struttura

92%Ai Progetti