08Novembre2021 DROIT: concluso il secondo ciclo di seminari online

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di Giuseppe Cammarata

Nei giorni scorsi si è concluso il secondo ciclo di seminari online realizzati nell’ambito del progetto DROIT: Diritti, Reinserimento sociale, Orientamento professionale e Tutela per giovani adulti, donne e disabili nelle carceri libanesi.

Organizzato in collaborazione con l’associazione Non C’è Pace senza Giustizia, questo secondo ciclo (svoltosi il 12, 14, 26 e 28 ottobre) ha visto la partecipazione di rappresentati del Ministero degli Interni, della Giustizia, degli Affari Sociali e delle Forze Armate libanesi, giudici, l’Ordine degli avvocati di Beirut e diverse Organizzazioni della Società Civile locali ed internazionali che lavorano nel campo della tutela dei diritti umani o che realizzano attività nelle carceri e con ex-detenuti, oltre a rappresentanti dell’UNHCR e dell’Ufficio dell’Agenzia Italiana per la cooperazione allo sviluppo di Beirut.

Durante le quattro sessioni, moderate dal professor Omar Nashabe e dal giudice Raja Abinader, il dibattito si è concentrato ampiamente sulle regole penitenziarie internazionali emanante dalle Nazioni Unite (“Mandela Rules”, “Bangkok Rules”) e la relativa mancata applicazione nel Paese, insieme alle norme di procedura penale maggiormente disattese dai tribunali libanesi e alle recenti migliorie apportate alla legislazione sui reati di violenza di genere e di traffico di esseri umani.

Nel corso dei seminari i relatori hanno presentato, tra gli altri temi, i compiti e le attività della Commissione contro la tortura e del Dipartimento dei diritti umani istituiti presso il Comando Generale delle Forze di Sicurezza libanesi (che rivestono il ruolo di agenti di custodia nelle carceri), identificandone le maggiori carenze ed i bisogni più immediati.

Nonostante le difficili condizioni generali e la sensibilità degli argomenti trattati, la partecipata discussione fra i rappresentati delle istituzioni nazionali e gli esponenti della società civile ha condotto all’identificazione di un percorso condiviso da realizzarsi nell’arco della terza annualità del progetto, in cui gli scambi di competenze fra le controparti istituzionali libanesi da un lato, ed i partner italiani e libanesi del progetto dall’altro, siano veicolati, infine, verso l’istituzione di una task force permanente di monitoraggio delle condizioni di detenzione in Libano.

Intanto, la prossima tappa del percorso si articolerà in un seminario di formazione sui percorsi di advocacy, rivolto a circa trenta rappresentanti di OSC libanesi, e organizzato anch’esso in collaborazione con l’Associazione Non C’è Pace senza Giustizia. Il training si svolgerà in presenza a Beirut il 24 ed il 25 novembre prossimi.

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