17Ottobre2022 Prime riflessioni e consapevolezze in quel di Ben Arous

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di Alice Sardo, volontaria di Servizio Civile Universale in Tunisia

Sono passati ormai 3 mesi dal nostro arrivo in Tunisia e le impressioni, le insicurezze e le aspettative si fanno sempre più nitide. Continuiamo a sorprenderci della diversità che ci avvolge ma ci sentiamo sempre più inclusi nella vita quotidiana di questo paese, e anche nelle attività del nostro progetto di Servizio Civile.

Le ultime settimane sono trascorse rapidamente. Il nostro progetto si chiama SELMA e ha lo scopo di sostenere i giovani e le donne nella creazione delle loro microimprese partendo da prodotti alimentari biologici, valorizzando le risorse locali e il savoir-faire della ‘’femme rurale’’. Siamo stati coinvolti, subito, nella formazione, produzione ed infine, questa settimana, nella vendita dei primi prodotti.  Abbiamo partecipato alle prime due fiere di prodotti agroalimentari, in cui con soddisfazione le donne partecipanti al progetto, hanno potuto raccontare la dedizione e la passione che impiegano ogni giorno nel lavorare la loro terra.

Abbiamo capito quanto spesso quelle ore trascorse ad assistere a riunioni, dibattiti, burocrazia, visite nei campi avessero uno scopo chiaro e concreto, siamo diventati partecipi di un cambiamento, che speriamo possa essere sostenibile nel tempo. Ci siamo accorti di quanto fosse complicato mettere in moto azioni che rivoluzionassero il modo di pensare del paese, le difficoltà nell’accettazione dell’agro ecologia come pratica futura e sostenibile, la capacità di lavorare in gruppo anche quando in gioco ci sono interessi diversi.

Seguendo da vicino le formazioni sull’alimentazione e produzione agroalimentare, ci siamo accorti di quanto sia importante essere continuamente aggiornati sul cambiamento climatico, economico e sociale della Tunisia. Banalmente, abbiamo anche realizzato quanto importante sia riflettere su ciò che mangiamo, soprattutto quando non assistiamo alle modalità di produzione degli alimenti, e di quanto una scelta alimentare etica abbia un forte impatto nel nostro futuro.

Per riassumere, se i primi mesi sono trascorsi guardandoci attorno, assorbendo sensazioni stimolanti, adesso camminiamo più sicuri e spediti con nuove consapevolezze sul nostro ruolo e sul contributo che possiamo dare al progetto. La nostra speranza è di vedere nei prossimi mesi una piccola realtà sempre più forte e sicura di se stessa, quella di giovani e di donne che credono ancora in una Tunisia più autonoma e sostenibile.

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