15Novembre2022 Un lessico famigliare

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di Matteo Labadini, volontario di Servizio Civile Universale in Tunisia.

In occasione della “journée de l’arbre”, al centro “Chbedda”– cuore pulsante delle diverse attività del progetto SELMA – si è svolta la giornata di lancio del programma di sensibilizzazione con alcune scuole del governatorato.

Il centro è, per noi civilisti, ormai diventato un luogo familiare, una sorta di seconda casa-ufficio dove, a tratti, perdi la concezione dello spazio e ti senti – semplicemente – a tuo agio. I sorrisi e la genuinità cui veniamo costantemente accolti ammorbidiscono le giornate e abbelliscono, ogni giorno di più, un luogo in continua evoluzione, abitato da pochi, al servizio della comunità. Penso che il mio rapporto con questo luogo – e indirettamente con le persone che lo frequentano – stia ogni settimana positivamente evolvendo e sia ormai consolidato, trasparente e consenziente.

È come se sentissi di essere stato accettato dal “posto”, come se avessi superato – in questi mesi – una sorta di esame attitudinale ed emotivo e avessi ora il diritto di poterne parlare al pubblico, di calpestare i suoi campi, di abitare le sue stanze, di presentarmi senza avviso, di viverlo.

Inizio ad avere ricordi ambientati al suo interno, a riconoscere gli odori dei suoi corridoi, a conoscerne la struttura, a orientarmi. È come se stessi guadagnando la sua riconoscenza e mi sentissi sempre più legittimato a “lavorare” per “lui” e, al contempo, a godere del fatto che – doverosamente – mi dona ospitalità e intimità.

Non sono un privilegiato; è un posto di tutti e per tutti. Ed è proprio quando è abitato da “altri” che si mostra orgogliosamente accogliente. Il centro si apre al pubblico. È nato per questo, per essere un punto di riferimento per la collettività che lo circonda, per offrire servizi a chi ne avesse bisogno. Io, che sto imparando a conoscerlo, so quanto – sempre metaforicamente parlando – sia felice di questo e non veda l’ora di sfoggiare il suo miglior abito.

La giornata dell’albero è stato un momento di grande gioia e tanti sorrisi, da parte di tutti, grandi e bambini. Sono state organizzate diverse attività ludiche, si sono tenuti discorsi importanti su questioni sociali e ambientali, è stata una giornata di scambio culturale, di incontro di vicinato, di ascolto e di apprendimento. Il centro, sempre lui, ha permesso tutto ciò ed insieme a noi ha ascoltato, imparato e giocato. 

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