22Novembre2022 Suheil Baqaeen: L’artista che ha reso l’arte accessibile ai bambini con disabilità visive

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di Francesca Donà, volontaria di Servizio Civile Universale in Giordania.

Avete mai provato a immaginare un cieco che dipinge? Questa è la missione di Suheil Baqaeen, un estroso signore giordano, che non ama definirsi né artista, né insegnante, e con cui ho avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere a Darat Suheil, ad Amman. Amante dell’arte fin da giovane, Suheil è convinto che l’artista ricopra un ruolo ben definito, cioè quello di rispondere alle sfide della società e innescare, tramite la propria passione, un cambiamento positivo nella comunità in cui vive.

Quando la madre ha perso la vista a causa del diabete, Suheil ha deciso di reagire attivamente alla propria sofferenza e di porre la propria passione al servizio della comunità. Ha iniziato un’esperienza di volontariato presso la Royal Accademy of the Blind della Giordania e, quando ha sentito che il sogno di una ragazzina affetta da un glaucoma, che la avrebbe resa cieca, era quello di vedere un’esibizione dei propri dipinti prima di perdere completamente la vista, ha studiato un metodo visionario per permettere ai ragazzi con disabilità visive di dipingere. Per far ciò, Suheil ha avuto l’idea di utilizzare colori profumati, cosicché gli artisti potessero, attraverso il senso dell’olfatto, riconoscere e scegliere i colori da utilizzare: il verde profuma di menta, il rosso di fragola, il marrone di cannella, il giallo di limone e così via.

Da allora, la sua missione – così la definisce Suheil – è quella di spronare i bambini con disabilità visive a utilizzare e sviluppare la propria immaginazione, perché è convinto che “Gli occhi sono inutili, quando la mente è cieca”.

E’ così che Suheil, a cui di certo l’immaginazione non manca, ha fatto dipingere i ciechi. E lo ha fatto incoraggiandoli a dipingere con il cuore e la fantasia, più che con gli occhi, esprimendo le proprie emozioni.
In seguito alla prima esperienza di volontariato, Suheil ha realizzato molteplici laboratori di arte in diversi paesi del mondo, portando alla luce il talento di moltissimi bambini ciechi, che, adeguatamente stimolati, si sono riscoperti dei dotatissimi artisti.

Suheil ha deciso di dedicare la propria esistenza a servire la collettività e, in particolare, i bambini con disabilità, contribuendo alla loro integrazione nella comunità locale. E ha deciso di farlo attraverso l’arte. Infatti, secondo lui, l’arte – materia spesso trascurata dai programmi scolastici giordani – può rappresentare un ponte tra la bolla a cui spesso i bambini disabili sono relegati e la società che li circonda, uno strumento attraverso cui essi possono comunicare le proprie emozioni e opinioni al mondo esterno.
Non solo, Suheil è convinto che l’arte possa rappresentare un’ancora di salvezza quando questi bambini, affetti in gran parte da malattie degenerative, perderanno completamente la vista. Allora, avendo affinato le svariate tecniche di disegno, avranno un passatempo cui dedicarsi e attraverso cui non smettere di fantasticare e stimolare la propria immaginazione.

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