01Dicembre2022 Cuba como destino cultural

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di Francesca Mencuccini

15 ore di viaggio nel tempo, commento con la mia prima compagna di volo, una signora colombiana, direi sulla sessantina, si chiama Marta, ed è originaria di un paesino vicino Bogotà. Vive e lavora in Italia da molti anni, “mi aspetto la pensione, me la merito”. Mi lascia il suo numero, dice che devo visitare casa sua. Una realtà piccola, ma ricca di storia e cultura. Conosce il sindaco. Un amico. E vuole che organizziamo insieme qualche iniziativa per promuoverne la vita culturale. A Madrid la saluto, e corro per non perdere la “conexión” per L’Havana.

Inizia così, la mia settimana della cultura.

Ore 20.00 cubane, io e Silvia Stilli, direttrice di ARCS, finalmente atterriamo a L’Havana. Ad accoglierci tanto calore e umidità per strada, bilanciato dall’aria condizionata senza freni degli interni. Manca la carta igienica, però da una settimana non ci si sveglia più alle 4 di mattina per fare benzina, gli “apagones” continuano. I problemi a Cuba sembrano alternarsi di mese in mese. Io, nel dubbio, ho una valigia piena di carta igienica e fazzoletti. La ritiro e vado in albergo. Abbiamo un’agenda piena, e il jet lag, quindi è meglio provare a dormire. Dall’undicesimo piano dell’Hotel Capri si vede il Malecón, con Silvia, decidiamo di raggiungere i nostri incontri mattutini a piedi. Ci perdiamo lungo Calle 23 nel quartiere Vedado, catturate dai mosaici che la attraversano, un’esposizione permanente di 15 esponenti dell’arte cubana, incastonata nei marciapiedi. Furono realizzati negli anni 60’, in occasione del VII Congresso dell’Unione Internazionale degli Architetti (UIA), che si tenne a L’Havana, un’azione urbana volta ad arricchire l’immagine de “La Rampa”.

I giorni proseguono veloci, incontriamo i vari partner dei progetti, le istituzioni con cui collaboriamo. Si parla dei progetti fatti, di quelli in corso e di quelli futuri, emerge chiara la volontà di continuare ad investire nella promozione della centralità della cultura nel Paese, e nel valore che ha in termini di sviluppo e impatto locale. Le parole d’ordine mi sembrano essere “Cuba como destino cultural”.

Partecipiamo agli eventi per la “Settimana della Cultura Italiana a Cuba”, organizzata dall’Ambasciata italiana nel Paese, in collaborazione con il Ministero della Cultura cubano e l’Oficina del Historiador de la Ciudad de La Habana. Esibizioni canore ed esposizioni presso la Casa della Cultura Joseito Fdez, in centro Havana, presentazione dello stato dell’arte del progetto ARCHEO CUBA, all’interno della splendida cornice del Castillo di Atarè e lancio del “Premio Letterario Italo Calvino 2023”, iniziativa promossa da Arci, che dal 1996 ad oggi si svolge ogni due anni, ed è uno dei premi letterari più importanti del Paese. In questa occasione, presso la Galerìa de Arte Villa Manuela, Silvia riceve un riconoscimento per l’impegno di Arci e ARCS, nella promozione della cultura a Cuba. “Il significato del Premio è proprio della mission di Arci, che ARCS traduce nelle sue attività nel mondo: promuovere la cultura, far conoscere le tradizioni e gli artisti di nuove generazioni, in questo caso aiutando chi vince ogni due anni il Premio letterario a pubblicare l’opera e continuare nel proprio impegno”.

Raggiungiamo l’aeroporto Josè Marti de La Havana nella sera di sabato, accompagnate dalla nostra valigia rossa. Pesa di più, abbiamo lasciato la carta igienica, e imbarcato i progetti culturali, quelli fatti e quelli solo pensati. Saluto così L’Havana.

Hasta pronto.

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