23Novembre2023 L’agroecologia come strumento per garantire il diritto al cibo

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di Giulia Giordano, volontaria del Servizio Civile Universale in Tunisia

Il diritto al cibo, benché possa sembrarci scontato, è ancora lontano dall’essere garantito in maniera equa per tutti. La malnutrizione e la fame non sono causate dalla mancanza o dalla scarsità di cibo bensì dall’iniqua distribuzione degli alimenti.

Il concetto di sovranità alimentare è strettamente connesso al diritto al cibo e secondo la dichiarazione di Nyéléni del 2007 può essere definito come “il diritto delle persone di definire il proprio cibo e la propria agricoltura, di avere accesso a cibo sano e rispettoso delle culture, prodotto in modo ecologico e sostenibile”. Difatti, la crescente insicurezza alimentare odierna è associata all’impossibilità di accedere al cibo e in particolare a degli alimenti che siano sani. Secondo questa definizione, gli attori coinvolti nella produzione e nella trasformazione degli alimenti dovrebbero esercitare questa “sovranità”, essendo liberi di decidere cosa produrre e in quali modalità. Sulla base dei risultati catastrofici del sistema alimentare attuale, bisognerebbe pensare a nuovi paradigmi e modelli che possano assicurare un’alimentazione adeguata non solo dal punto di vista nutrizionale, ma anche culturale, sociale ed ecologico.

Un nuovo modello emerso da qualche decennio e che si ripropone come alternativa all’attuale sistema alimentare è quello dell’agroecologia. Come possiamo definire l’agroecologia? Possiamo dire che l’agroecologia comprende una serie di principi e pratiche che migliorano la resilienza e la sostenibilità dei sistemi alimentari e agricoli, preservando al tempo stesso l’integrità sociale. La dichiarazione di Nyéléni definisce l’agroecologia come un “movimento guidato dalle persone; una pratica che deve essere sostenuta, piuttosto che guidata, dalla scienza e dalla politica”. Già partendo da questa definizione è facile comprendere come l’agroecologia metta al centro dell’attività politica e di governance dei sistemi alimentari l’esperienza e le capacità dei produttori alimentari, considerandola dunque inseparabile dalla sovranità alimentare.

Secondo uno studio realizzato da CIDSE, è possibile identificare quattro dimensioni dell’agroecologia.

La prima è la dimensione ambientale, in quanto l’agroecologia agisce come “cuscinetto contro le crisi ambientali ed economiche”, contribuendo a costruire sistemi autosufficienti, sani e non inquinati, tramite un utilizzo sostenibile delle risorse come l’acqua e l’energia. L’utilizzo di pesticidi industriali e di qualsiasi trattamento chimico non sono contemplati, di conseguenza l’impatto sul suolo è molto minore.

In secondo luogo, l’agroecologia ha anche una dimensione sociale perché, al di là delle buone pratiche agricole, si intreccia con il tessuto sociale dei differenti territori. Essa, infatti, si basa sulle conoscenze, capacità e tradizioni dei produttori locali, dando nuovo valore alle identità contadine e alle produzioni di piccola scala, liberando i sistemi alimentari dal potere delle grandi multinazionali.

In terzo luogo, l’agroecologia presenta anche una dimensione economica, poiché utilizzando le risorse locali e dando valore alle filiere corte a km0 essa ha il potenziale di rilanciare le economie locali. In più, utilizzando i metodi agroecologici, gli agricoltori aumentano la resa del loro raccolto, migliorano i loro prodotti e la sicurezza nutritiva, aumentando al tempo stesso i loro redditi.

In quarto luogo, essendo intrinsecamente legata al concetto di sovranità alimentare, l’agroecologia ha in sé una dimensione politica, perché dà maggior potere e voce a tutti colori che sono coinvolti nella produzione alimentare, permettendogli di rivendicare il loro diritto al cibo.

Ma quale può essere il contributo dell’agroecologia in Tunisia e soprattutto è davvero qualcosa di cui è necessario parlare? La Tunisia si trova tra i primi dieci paesi che soffrono maggiormente dello stress idrico. Gli agricoltori si trovano in un’evidente situazione di sofferenza, ritrovandosi a dover coltivare i propri terreni senza acqua, con difficoltà finanziarie e dipendendo dall’acquisto di input di produzione esteri che difficilmente sono accessibili in Tunisia se non sul mercato nero. Alcuni abbandonano le proprie terre e si uniscono all’esodo verso le città che favorisce un’urbanizzazione senza limiti a discapito di terre coltivabili. Sono quattro mesi che vivo in questo splendido paese e gli effetti del cambiamento climatico sono visibili, dato che non piove da mesi e i tagli dell’acqua corrente sono sempre più frequenti. In più ovviamente un’alimentazione sana è strettamente legata al diritto alla salute.

Il progetto SELMA presso cui sto svolgendo il mio anno di servizio civile si propone di creare un polo agroecologico nella regione di Ben Arous, utilizzando pratiche tradizionali e varietà di semi locali che resistono meglio ai lunghi periodi di siccità e ai vari shock climatici. Tuttavia, affinché l’approccio agroecologico sia messo in pratica è necessario che la società civile si senta parte attiva, in modo tale da permetterle di esercitare un ruolo di guida nella governance dei sistemi agroalimentari. Anche per questo stiamo coinvolgendo le scuole della zona in attività di sensibilizzazione.

Ovviamente, il contributo del progetto è una piccola goccia in un mare, ma in generale l’agroecologia rappresenta una scelta strategica per rispondere alle varie sfide economiche e sociali che il paese sta affrontando, un mezzo per garantire un utilizzo più sostenibile delle terre e per favorire un’alimentazione sana che ha inevitabilmente delle ricadute positive sul diritto alla salute.

FONTI:

https://lavialibera.it/it-schede-545-agroecologia_sovranita_alimentare_e_diritto_al_cibo

CIDSE (2018), I principi dell’agroecologia – Verso sistemi alimentari sostenibili, resilienti e giusti, https://www.cidse.org/wp-content/uploads/2018/04/IT_I_Principi_dell_Agroecologia_CIDSE_2018.pdf

Intervista a Rim Mathlouthi dell’Associazione Tunisina di Permacultura (ATP) https://www.youtube.com/watch?v=ZaIFXGqACU8

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