29Gennaio2024 Camerun: come promuovere la Carta d’Integrazione di Genere

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A seguito della finalizzazione della Carta d’Integrazione di Genere (CIG) nell’ambito del progetto ELLE – Entrepreneuriat Local et Leadership Féminin pour l’Egalité des Chances realizzato da ARCS in Camerun con il cofinanziamento di Union Européenne au Cameroun, si sono svolte negli scorsi giorni le riunioni a livello regionale delle reti di OSC che si occuperanno nei prossimi mesi di promuovere la carta verso le autorità locali e nazionali. Queste azioni rappresentano lo stadio finale del terzo asse del progetto ELLE, ovvero le azioni di networking e advocacy della CIG e di sensibilizzazione verso altre OSC.

La CIG rappresenta infatti l’elemento fondante del terzo asse progettuale di ELLE. La creazione della CIG è avvenuta attraverso un’elaborazione partecipativa che ha coinvolto competenze ed esperienze variegate, comprese le OSC, organizzazioni settoriali, il settore privato e leader religiosi di organismi istituzionali. La CIG si presenta come un documento accessibile, con l’obiettivo di offrire al maggior numero di persone una comprensione del concetto di mainstreaming di genere che possa essere integrato in ambiti lavorativi (privati e pubblici), istituzionali, scolastici e nella vita sociale e culturale della popolazione camerunese. Dopo un democratico processo di elaborazione e rielaborazione, si è arrivati ora allo stadio di advocacy della CIG.

Negli scorsi giorni si sono svolte nelle tre regioni coinvolte (Ovest, Est e Adamaua) le riunioni per la creazione delle reti di OSC che si occuperanno di promuovere la carta verso le autorità locali e nazionali. Durante questi incontri ogni rete di OSC delle tre regioni ha analizzato punto per punto la versione finale della CIG, esaminato le possibili strategie di promozione della carta e stabilito un piano d’azione specifico ad ogni rete.  Infine, è stato costituito un comitato di gestione della rete che consiste in portavoce, consiglieri e relatori/relatrici.

Nella regione dell’Est la riunione si è tenuta a Bertoua, presso la sede dell’OSC APCRE che si è anche occupata di organizzare l’evento. Hanno partecipato 15 persone (9 uomini e 6 donne) e la riunione si è conclusa con la scelta di eleggere una coppia di persone per ognuno dei tre ruoli di rappresentanza all’interno del comitato di gestione. Nella regione dell’Adamaua, la riunione è stata organizzata dall’OSC AJVN nel capoluogo di regione Ngaundere. Alla riunione hanno partecipato 15 persone (10 donne e 5 uomini) tra cui una rappresentate del MINPROFF (Ministero della promozione della donna e della famiglia) e alcuni leader religiosi ed istituzionali e i rappresentanti delle varie OSC. Nella regione dell’Ovest le OSC coinvolte all’elaborazione della CIG si sono relazionate con il network Protegéons Nos Enfants, già attivo sul territorio e che nelle settimane precedenti aveva approvato la carta e si presterà al ruolo di facilitare il dialogo tra OSC e autorità locali. La riunione svolta nella sede dell’OSC NIDD di Bafoussam, ha quindi coinvolto i membri del network, 20 persone (11 donne e 9 uomini) nella creazione di un piano strategico di advocacy della CIG. Le riunioni sono state facilitate da ARCS e CIPCRE.

Un commento di Michela Gaffuri Riva, capo-progetto di ELLE: “Gli atelier di creazione o attivazione dei network per la promozione della CIG sono stati un’occasione preziosa per il progetto ELLE di sollecitare e formalizzare l’impegno della società civile delle tre regioni per l’integrazione di genere. Le OSC partecipanti hanno accolto con entusiasmo la versione finale della Carta, alla cui elaborazione avevano partecipato attivamente, e l’hanno adottata come strumento di sensibilizzazione e advocacy affinché l’approccio del gender mainstreaming sia davvero effettivo sul piano organizzativo e operativo. Seguiranno azioni concrete sul campo per sensibilizzare e far conoscere i contenuti della CIG alle altre OSC ed alle strutture private e per attirare l’attenzione delle autorità pubbliche locali sull’importanza di adottare misure concrete per l’integrazione di genere”.

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