17Luglio2024 Giordania: piccoli artisti crescono

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Immagina di entrare in un mondo dove ogni bambino ha la possibilità di sentirsi speciale e compreso, indipendentemente dalle sue capacità uditive. Questo è il cuore pulsante del progetto “Let’s Feel Good”, un’iniziativa finanziata dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e dalla Fondazione Giovanni Paolo II, che ha preso il via in Giordania con attività interattive che coinvolgono profondamente le comunità locali.

In tre anni, questo progetto si propone di trasformare la vita dei bambini con disabilità uditive, migliorando la loro salute e garantendo un’istruzione inclusiva e di qualità. Come? Collaborando con organizzazioni comunitarie e famiglie, attraverso l’intervento di assistenti sociali altamente formati. Questi professionisti offrono una formazione preziosa ai caregiver, toccando argomenti cruciali come l’anatomia dell’orecchio, i dispositivi di assistenza e i metodi di comunicazione. Il loro obiettivo è chiaro: coinvolgere le famiglie nel processo educativo dei loro figli, fornendo strumenti e conoscenze che rimarranno utili ben oltre la durata del progetto.

Ma il viaggio non finisce qui. Il team di ARCS sta lanciando tre potenti campagne di sensibilizzazione per promuovere la diagnosi precoce, il trattamento e la logopedia. Queste campagne, in collaborazione con le organizzazioni comunitarie, mettono in luce il diritto all’istruzione inclusiva, la lingua dei segni e il modello sociale della disabilità, creando una consapevolezza diffusa tra studenti, famiglie e comunità.

E non è tutto: l’espressione artistica gioca un ruolo fondamentale in questa iniziativa. Attraverso laboratori teatrali innovativi, bambini e adolescenti con e senza disabilità uditive si uniscono, condividono storie e sviluppano tecniche espressive uniche. Due laboratori sono già stati realizzati, con altri quattro in programma. Questi incontri, che coinvolgono bambini tra i 6 e i 14 anni, culminano in spettacoli comunitari dove i giovani attori portano sul palco le loro esperienze e realtà quotidiane.

Il teatro ha dimostrato di essere un potente strumento di inclusione, unendo la comunità in un obiettivo comune e permettendo ai bambini di esprimersi liberamente. In uno dei laboratori, un bambino si è talmente appassionato da assumere il ruolo di regista, guidando i suoi compagni con entusiasmo e creatività.

Il successo di questi workshop è evidente, e il loro impatto sarà amplificato dalle campagne di sensibilizzazione della comunità, raggiungendo anche le zone più remote della Giordania. Così, un numero sempre maggiore di persone sarà toccato da questa ondata di consapevolezza e inclusione, trasformando per sempre il modo in cui la società vede e sostiene i bambini con disabilità uditive.

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