16Settembre2024 PADYPAC: un viaggio agro-ecologico in Camerun

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Il 25 luglio a Mbalmayo si è ufficializzata la chiusura del progetto attivo in tre comuni camerunesi che ha potenziato competenze e capacità imprenditoriali di circa 300 giovani rurali.

Al primo piano del municipio di Mbalmayo, nella regione centrale del Camerun, il 25 luglio 2024, si è tenuto un Atelier de capitalisation des bonnes pratiques et leçons apprises, evento ufficiale di chiusura di Lotta alla fame nel mondo da realizzarsi in Camerun. Progetto di accompagnamento delle dinamiche della produzione agro-pastorale nella regione del Centro del Camerun (PADYPAC), realizzato da ARCS in partnership con l’ONG locale ADD (Alternatives Durables pour le Développement) e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana tramite contributo dell’8×1000 a gestione statale.

PADYPAC è un’iniziativa nata dalla consapevolezza dell’alto numero di giovani imprenditori agro-pastorali con limitato accesso a fattori produttivi, corsi di formazione, finanziamenti e mercati – tutti elementi indispensabili per lo svolgimento delle proprie attività produttive. Altri beneficiari diretti sono stati agricoltori e allevatori con aziende già avviate che riscontravano problemi di scarsa produttività, e organisations paysannes (associazioni di agricoltori e allevatori) prive di una solida strategia imprenditoriale.

Il progetto, anche grazie al sostegno ricevuto da importanti autorità della Repubblica del Camerun, ha permesso la realizzazione di molteplici attività in tre comuni del Centro del Camerun – Mbalmayo (dipartimento di Nyong-et-So’o), Bikok (Méfou-et-Akono) e Obala (Lékié): una campagna di informazione e sensibilizzazione sulle finalità del progetto e sulle principali problematiche dell’imprenditoria agro-pastorale; percorsi formativi su tecniche agricole e di allevamento; la fornitura di mezzi di produzione e l’avvio di quattro filiere produttivemais, manioca, platano e pollame da carne – fra le quali i beneficiari hanno potuto scegliere in base alle proprie aspirazioni o esperienze pregresse; assistenza tecnica e tutoraggio continuo per i beneficiari; percorsi di formazione sulla creazione e la gestione di micro-imprese nel settore agro-alimentare e sulla commercializzazione di prodotti agro-pastorali.

Ciò ha permesso di potenziare le competenze e le capacità imprenditoriali di circa 300 giovani di estrazione rurale in settori ad alto valore aggiunto, da ultimo contribuendo a migliorarne le condizioni di vita, da un punto di vista tanto economico quanto alimentare e di emancipazione sociale.

L’Atelier de capitalisation ha consentito di evidenziare gli ottimi risultati raggiunti da PADYPAC. Nelle zone d’intervento hanno visto la luce 289 micro-imprese agro-pastorali, l’88% delle quali adotta pratiche agro-ecologiche; è stato prodotto e distribuito un manuale tecnico illustrato e di facile comprensione sui principi dell’agro-ecologia, e una piattaforma di social network permetterà di continuare a fornire assistenza ai beneficiari anche al termine del progetto. Si sono infine rafforzate forme di cooperazione preesistenti fra diversi attori cruciali di sviluppo locale: autorità pubbliche, ONG, associazioni di produttori e fornitori.

Durante l’evento, al quale hanno partecipato quasi 50 persone, hanno preso la parola Michela Gaffuri Riva, coordinatrice di ARCS in Camerun, e Stanislas Bineli, segretario generale di ADD, che hanno sottolineato come la buona riuscita del progetto sia stata permessa anche dall’ottima collaborazione fra le due organizzazioni. Nel corso della giornata sono inoltre intervenuti tre animatori locali di ADD e del centro di formazione agricola CAPAM, i quali hanno ricordato contesto e ragioni di fondo, obiettivi, risultati e attività del progetto, lasciando infine ampio spazio ai numerosi beneficiari presenti per un lavoro di gruppo volto ad individuare buone pratiche e lezioni apprese. In questa fase sono stati menzionati: grande disponibilità degli animatori locali nell’accompagnamento dei beneficiari, apprezzamento per la sensibilizzazione sull’utilizzo di prodotti biologici, positiva valutazione dell’attenzione dimostrata a sesso ed età dei beneficiari nello svolgimento delle attività.

A margine dell’Atelier, il team di ARCS ha condotto alcune interviste con un animatore rurale e alcuni beneficiari per raccogliere suggerimenti e impressioni sull’impatto di PADYPAC. L’animatore ci ha descritto un progetto puntuale e sostenibile, in grado di rispondere ai reali bisogni dei beneficiari, con i quali si è instaurato un rapporto piacevole e proficuo.

Tutti i beneficiari intervistati a margine dell’evento concordano che l’imprenditoria agro-pastorale sia una fonte di reddito dignitosa e sostenibile e hanno intenzione di proseguire l’attività produttiva intrapresa nella filiera (mais, manioca, platano o pollame da carne) scelta nell’ambito di PADYPAC. Inoltre, tutti hanno affermato che la propria partecipazione al progetto ha migliorato almeno un importante aspetto della propria vita: dall’apprendimento di tecniche e abitudini applicabili anche in ambiti diversi da quello che era al centro di PADYPAC, alla garanzia di un reddito stabile e sicuro, ad una comprensione più globale di questioni contabili e imprenditoriali e un significativo miglioramento dello stile alimentare. In particolare, la gran parte di beneficiarie intervistate ha menzionato l’impatto positivo del progetto sulla propria vita famigliare, sulla propria percezione di sé all’interno della società, sulle proprie capacità di far fronte a problemi economici che emergono a casa o in famiglia, sul proprio livello di autonomizzazione ed emancipazione in quanto donne rispetto ai propri familiari maschi.

V., trent’anni, pollicoltore e beneficiario del progetto PADYPAC, ha confidato: “Quando mi trovo in un posto che non conosco, non ci penso mica a mangiare del pollo, perché sono cosciente della qualità del pollo che produco io col modello agro-ecologico. Ora ho la possibilità di scegliere liberamente di mangiare solamente pollo prodotto da allevamenti bio”.

S., trentun anni, pollicoltrice, ha affermato: “Ho imparato molto dell’agro-ecologia, si potrebbe dire che sono diventata professoressa di biologia a casa mia. Ora ho dei clienti che vengono al mercato e dicono ‘Io cercavo S. perché lei vende il pollo biologico, il suo pollo è diverso. Anche a casa stiamo pensando di trasformarla in un’attività di famiglia”.

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