05Marzo2025 Giovani e cambiamento: il filo rosso dell’impegno

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di Alessia Ghiraldo e Alessia Pasqualino, volontarie del Servizio Civile Universale in Italia

«La forza dei giovani è la ricchezza comune del mondo intero. I volti dei giovani sono i volti del nostro passato, del nostro presente e del nostro futuro. Nessun segmento della società può competere con la forza, l’idealismo, l’entusiasmo e il coraggio dei giovani.»

Queste le parole – pronunciate all’attivista indiano Kailash Satyarthi – che mi hanno accompagnata per un’intera settimana; parole che mi sono portata dietro attraversando il centro di Roma, visitando circoli e associazioni, passando per l’ufficio che vedo ormai tutti i giorni, e che sono arrivate con me fino alla quasi dimenticata periferia romana.

I giovani, la partecipazione e l’attivismo giovanile, il futuro, e il “come” e “cosa” possono fare i giovani per cambiare la nostra società, sono stati infatti i temi sui quali si è concentrato “Youth Pop”, l’ultimo scambio giovanile finanziato dal programma Erasmus+ e organizzato da ARCS in collaborazione con il mondo ARCI (ARCI Nazionale, ARCI Roma, ARCI Solidarietà, Libreria Zalib, Nonna Roma). Scambio in cui giovani da tre paesi diversi – Italia, Bulgaria (PFE, Professional Forum for Education) e Francia (SPF, Secours populaire français) – si sono incontrati per discutere e condividere modelli socio-culturali appartenenti a background e realtà diverse.

Che poi, “diverse” per modo di dire. Ciò che mi ha colpita di queste organizzazioni, realtà, background e testimonianze è infatti il filo rosso che ha legato l’intero scambio e i suoi protagonisti, e che mi sento di poter riassumere in questo modo: controcultura, cambiamento e impegno giovane. Dove il “giovane” non è per forza un rimando all’età anagrafica – molte delle organizzazioni e delle realtà con cui mi sono confrontata, infatti, fanno riferimento agli anni ‘40 e ‘50 – ma alla forza, all’idealismo e al coraggio di cui parla Kailash Satyarthi e che, più che riconducibile ai singoli individui “giovani”, si collega a una cultura e a un impegno nuovi, “primaverili”, pro-attivi, incisivi, decisi(vi), con voglia di migliorare, trasformare e cambiare.

Come la forza, l’idealismo e il coraggio di Mohammed, ragazzo egiziano ma impegnato in Bulgaria con il programma European Solidarity Corps, che in questi giorni si è adoperato in attività di volontariato nella raccolta cibo per Nonna Roma, e che mi ha confessato di voler provare a fare volontariato in Italia nel mondo ARCI, ampliare i suoi orizzonti e rendersi utile in “cose nuove” e per “più persone”. Lo scambio per lui è stata un’opportunità per prendere al volo nuove occasioni, per spingersi oltre i propri confini (da quelli geografici, a quelli professionali) e per migliorare sé stesso e ciò che sta a lui attorno.

Forza, idealismo e coraggio di Sophie e Léa, ragazze francesi che si sono adoperate nel richiedere consigli e itinerari sul come arrivare in diverse parti di Roma, per assistere e prendere così parte ad iniziative solidali e di volontariato a cui “teniamo molto, che portiamo avanti anche in Francia e di cui ci farebbe piacere fare esperienza anche a Roma”. Per loro lo scambio è stato un portare la propria quotidianità in uno spazio e in una realtà diversi, un impegnarsi nuovamente in ciò che amano e in cui si impegnano.

Forza, idealismo e coraggio di Kamen, ragazzo bulgaro, che nel condividere i suoi pensieri finali sullo scambio ha riassunto un po’ lo spirito e l’obiettivo dell’intero evento, e ha trovato il consenso mio e di tutti gli altri partecipanti: “Non importa se mi trovo in Bulgaria, o se voi vi trovate in Francia e in Italia, alla fine ciò che facciamo ci accomuna. E penso che la cosa più importante adesso per noi giovani è prendere in mano la situazione e cambiare veramente le cose, dobbiamo fare qualcosa per cambiare la situazione.” Giovani, conoscenza, impegno, azione, cambiamento; questo si evince dalle parole e dalle esperienze di Kamen, ma anche dalla mia e dalle esperienze e realtà di tutti i partecipanti. E non solo.

Da spazi ricreativi, a periferie da ricostruire; da materie STEM, a educazione non formale; da attività di volontariato, a lavoro di ufficio; da contatto diretto con individui, a lavoro nelle retrovie burocratiche; da un aiuto immediato e concreto, alla scrittura di un progetto e la stesura di un articolo; da impegno e attività nel quartiere di casa, a cooperazione e attività in un altro paese; i partecipanti dello scambio e le organizzazioni con cui mi sono interfacciata, hanno presentato modelli ed esperienze legate da un filo rosso che trova oggi protagonisti noi, giovani volontari, impiegati nella nostra quotidianità per riuscire a “smuovere” qualcosa e prendere parte al cambiamento; ma che, e ne sono sicura, legherà altri giovani domani, dopodomani, e il giorno dopo ancora.

Non resta che augurarci che questo legame e questo filo rosso dell’azione, dell’impegno della controcultura e del cambiamento possa diventare sempre più stretto e forte.

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