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Paesi di intervento
di Cesare Simeoni Leoni, volontario del Servizio Civile Universale in Tunisia
Nel cuore della regione del Dahar, nel sud della Tunisia, si trova un gioiello di agricoltura sostenibile e turismo responsabile: il Domaine Oued el Khil.
Inaugurato nel 2019, questo progetto nasce dall’iniziativa del signor Radouane Tiss e dalla sua passione per l’agroecologia, per la sua terra e per le sue tradizioni.
Esempio virtuoso di agriturismo sostenibile, il Domaine si sviluppa attorno a una grande fattoria basata sui principi della permacultura, integrando armoniosamente l’agricoltura con l’ecosistema naturale. Le coltivazioni, che Tiss mostra ai visitatori elencandone a memoria le proprietà benefiche e i possibili usi terapeutici e culinari, comprendono una grande varietà di piante aromatiche, ortaggi e alberi da frutto, tutti curati secondo pratiche ecologiche e sostenibili, senza l’utilizzo di alcun agente chimico.
Anche gli edifici che punteggiano la fattoria rispettano pienamente i principi di rispetto della natura e di uso consapevole delle risorse che ispirano il Domaine: non utilizzano sistemi di aria condizionata e sono costruiti interamente con materiali e tecniche tradizionali della regione.
È incredibile ascoltare Tiss raccontare come abbia costruito i primi edifici con le proprie mani, dopo aver trovato — dopo settimane di ricerca — un vecchio muratore 84enne, custode delle antiche tecniche costruttive degli ksour, i caratteristici granai fortificati che punteggiano il paesaggio del governatorato di Tataouine.
Gli edifici più recenti, invece, sono realizzati con la moderna tecnica del superadobe, che consente di modellarne le forme per ottimizzare la dispersione del calore e mantenere freschi gli interni anche durante le estati più torride, combinando tecnologie moderne e architetture tradizionali dei climi desertici.
Anche l’ospitalità offerta dal Domaine rispecchia i principi da cui trae origine il progetto: gli ospiti possono pernottare nelle semplici ma confortevoli abitazioni e gustare pasti tipici del sud tunisino, preparati con ingredienti provenienti direttamente dalla fattoria.
Oltre all’accoglienza, il Domaine si distingue per il suo impegno nella conservazione della biodiversità. Nel 2023 ha ospitato la prima grainothèque della Tunisia, una banca dei semi nata per preservare e condividere varietà tradizionali, resistenti e perfettamente adatte all’ambiente locale.
Questa iniziativa fa parte di un progetto più ampio volto a garantire l’autosufficienza alimentare e a promuovere un’agricoltura sana, accessibile e rispettosa della terra.
Esplorando Oued el Khil, emerge con chiarezza la visione organica e lungimirante che anima il progetto: una visione che ha spinto il suo ideatore a riscoprire ed applicare antiche pratiche locali, combinandole con conoscenze moderne.
Tiss è riuscito a creare un’oasi di sostenibilità nel governatorato di Tataouine, con l’obiettivo non solo di rendere la terra produttiva attraverso tecniche e conoscenze vecchie e nuove, ma — come lui stesso racconta agli ospiti — di dar vita a un’iniziativa capace di prosperare senza consumare le risorse del territorio, custodendole per le generazioni future.

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