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Paesi di intervento
di Federico Mei, coordinatore ARCS a Cuba
Si chiude il primo anno del progetto Comunità energetiche rinnovabili e sovranità alimentare a Pinar del Río ed è tempo di fare un bilancio.
Dicembre ha rappresentato un momento decisivo, dedicato a un’analisi approfondita degli aspetti tecnici per la realizzazione di una comunità energetica basata su un cogeneratore a syngas, prodotto da un gassificatore alimentato con biomassa forestale. Un passo fondamentale per trasformare un’idea in un sistema concreto, capace di rispondere ai bisogni della comunità.
Durante l’estate erano già stati condotti studi sulla qualità della segatura prodotta dalla falegnameria Combate la Teneria, parte dell’impresa statale EAS Macurije e principale beneficiaria dell’intervento. A partire da queste analisi sono stati definiti i parametri tecnici dell’impianto. Considerando che i principali produttori di questa tecnologia si trovano oggi in Asia, soprattutto in Cina e in India, è stata organizzata una missione in Cina per incontrare direttamente i fornitori e valutare le diverse soluzioni disponibili.
La missione, ancora in corso, coinvolge tre esperti cubani: il coordinatore locale, l’esperto in biomassa della UPR e l’ingegnere capo della EAS. Con loro sono presenti gli esperti italiani Gazziano e Braccio. Le informazioni raccolte saranno decisive per individuare il fornitore più adatto e rispettare le tempistiche previste, con l’obiettivo di completare l’installazione e il collaudo dell’impianto entro la fine del percorso.
Nello stesso periodo, a Cuba, si è svolta la seconda missione del dipartimento CITERA della Sapienza, alla quale ha partecipato anche il rappresentante di Legacoop, Gabriele Verginelli. L’attenzione è stata concentrata sulla connessione del cogeneratore alla rete elettrica, insieme ai tecnici della UNE, e sulle modalità attraverso cui l’energia prodotta potrà generare benefici concreti per la comunità locale.
Vista la carenza di produzione elettrica a livello nazionale, la soluzione più efficace potrebbe essere una smart grid a ciclo chiuso. Come riconosciuto dagli stessi tecnici della UNE, una volta immessa nel Sistema Elettrico Nazionale, l’elettricità non può essere garantita direttamente alla comunità.
Oltre agli aspetti tecnici, la missione ha dato grande importanza al coinvolgimento della popolazione, con l’obiettivo di costruire fin da subito una partecipazione attiva nella gestione della comunità energetica e nelle decisioni sui benefici locali.
In questa direzione, il 10 dicembre, presso la sala riunioni della EAF, si è tenuto un seminario con i principali rappresentanti della comunità. Erano presenti la Presidente dell’Assemblea Municipale di Guane, il Presidente del Consejo Popular di Combate la Teneria, i Presidenti dei due CDR locali con alcuni membri, il Direttore della UNE municipale, la Direttrice della scuola primaria, l’infermiera del posto di salute, la rappresentante di ONURE, e diversi delegati del Consejo Popular, per un totale di 27 partecipanti.
Durante l’incontro, CITERA ha illustrato i principi delle comunità energetiche con un linguaggio semplice e chiaro, spiegando il funzionamento tecnico e il valore sociale della iniziativa. A seguire, Legacoop ha presentato il modello cooperativo, uno dei più diffusi in Italia per la gestione delle CER.
Il dibattito che ne è seguito è stato intenso e partecipato, dimostrando l’interesse della popolazione e la disponibilità a sostenere il percorso della comunità. Questo significa guardare a un futuro in cui l’energia torni a essere una risorsa condivisa, capace di sostenere servizi fondamentali come la scuola, l’illuminazione, l’ambulatorio sanitario e il pompaggio dell’acqua potabile. Un obiettivo ancora più importante se si considera che oggi l’area riceve al massimo due ore di elettricità al giorno.

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