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Paesi di intervento
Serena Marziali volontaria del Servizio Civile Universale in Camerun
Nella cornice di “Storia in transito”, un racconto familiare che intreccia passato, presente e futuro, con la sguardo sul cambiamento della società.
Coltivare opportunità: il ruolo dell’agricoltura tra tradizione e lavoro giovanile
Nel cuore del Camerun, tra le campagne del Nord-Ovest e la vita urbana di Yaoundé, il cibo non è solo nutrimento: è memoria, identità, lavoro e futuro. Attraverso il dialogo tra generazioni, emergono visioni diverse ma complementari su agricoltura, sicurezza alimentare e nuove opportunità economiche. Aisha, giornalista ed esperta di agricoltura sostenibile, e suo figlio Ahmed, giovane ambientalista e studente magistrale, condividono esperienze e riflessioni che raccontano come il sapere tradizionale possa incontrare l’innovazione.
Dal campo alla città: com’è cambiato il rapporto con il cibo
Aisha è cresciuta in una famiglia di agricoltori. Sua madre e sua nonna praticavano un’agricoltura naturale, senza prodotti chimici, basata sulla rotazione dei campi e su colture resistenti, che non richiedevano refrigerazione. Oggi, vivendo in città, il rapporto con il cibo è profondamente cambiato: spesso non si conosce l’origine dei prodotti e, se da un lato si risparmia tempo, dall’altro la qualità e il gusto risultano impoveriti.
“Il cambiamento non è solo negativo o positivo,” racconta Aisha, “ma ci obbliga a ripensare il nostro modo di produrre e consumare”. Per questo, anche in contesti urbani, lei e la sua famiglia cercano soluzioni alternative, come piccoli orti e l’uso di pesticidi naturali, per recuperare pratiche più sane e sostenibili.
La manioca: alimento di base, sapere da valorizzare
In Camerun la manioca è molto più di un alimento: è una risorsa strategica. Presente in tutte le regioni del Paese, viene trasformata in gari, tapioca, farine e altri prodotti che garantiscono conservazione nel tempo e sicurezza alimentare alle famiglie.
Aisha sottolinea come la trasformazione della manioca sia fondamentale non solo per l’alimentazione, ma anche per l’economia: “Investire nella manioca può creare moltissimi posti di lavoro. È difficile conservarla fresca, ma attraverso la trasformazione diventa una risorsa duratura”.
Tuttavia, molti giovani non ne colgono ancora il potenziale economico e culturale, anche a causa della mancanza di formazione specifica.
Ahmed conferma questa visione, aggiungendo che la manioca rappresenta un patrimonio identitario: “Essiccare, fermentare, trasformare la manioca non è solo una pratica economica, è cultura. Alcuni giovani la vedono come qualcosa di superato, ma il suo valore nutrizionale ed economico è fondamentale per il nostro futuro”.
Trasmissione dei saperi: il ruolo centrale delle donne
Gran parte delle conoscenze agricole e alimentari in Camerun si tramanda oralmente, di madre in figlia, di nonna in nipote. Aisha ricorda come le sia stato insegnato che “senza andare al campo, non c’è cibo”, un principio semplice ma essenziale. Oggi cerca di trasmettere lo stesso messaggio ai suoi figli, coinvolgendoli nelle attività agricole durante le visite al villaggio.
Ahmed racconta di aver imparato fin da piccolo a seguire le stagioni, a coltivare in modo sostenibile, a fare compost. Ma anche a riconoscere il valore culturale del cibo, presente in tutti i momenti importanti della vita comunitaria, dai matrimoni ai funerali. Per lui, la sfida è trasformare questo sapere in un’opportunità moderna, capace di generare reddito e autonomia.
Donne, terra e autonomia economica
Negli ultimi anni, la situazione delle donne in Camerun è in evoluzione. Sempre più donne riescono ad acquistare terre con il proprio reddito e a organizzarsi in gruppi per accedere ai mezzi di produzione. Tuttavia, persistono forti disuguaglianze, soprattutto per alcune comunità indigene, come le donne Bororo, che incontrano ancora grandi difficoltà nell’accesso alla terra.
“Non esistono leggi che vietano alle donne di possedere terra,” spiega Aisha, “ma senza risorse economiche è comunque difficile”. Rafforzare l’autonomia delle donne attraverso l’agricoltura significa rafforzare l’intera società: in Camerun, infatti, circa il 70% del cibo consumato è prodotto da donne.
Moringa: tradizione e innovazione per la nutrizione
Tra le piante ad alto valore nutritivo, la moringa occupa un posto speciale. Utilizzata come alimento e come rimedio naturale, è ricca di vitamine e minerali e può essere facilmente integrata in piatti tradizionali, come zuppe e porridge.
Aisha ne parla come di un ritorno alle origini: “I nostri nonni vivevano grazie alle piante naturali. I camerunensi sono curiosi e aperti: se un alimento è sano, viene accettato”. Anche Ahmed vede nella moringa una grande opportunità per migliorare la dieta quotidiana, senza stravolgere le abitudini familiari, ma arricchendole.
Un messaggio ai giovani: l’agricoltura come futuro possibile
Per Aisha, l’agricoltura resta la spina dorsale della società. Il suo messaggio ai giovani è chiaro: iniziare, anche in piccolo. “Un orto, un campo, una sperimentazione: col tempo arrivano le competenze e le opportunità. Le persone investono in ciò in cui vedono già una padronanza”.
Ahmed aggiunge che l’agricoltura deve diventare motivo di orgoglio, un settore capace di unire innovazione, sostenibilità e imprenditorialità. Coinvolgere i giovani non come manodopera forzata, ma come protagonisti di un cambiamento, è la chiave per garantire sicurezza alimentare, tutela dell’ambiente e nuove prospettive di lavoro.

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